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Due tappe nelle Isole Ionie,
tra il mito di Ulisse e i martiri di Cefalonia

 

Testo e foto di Luisa Sodano

 

 

L'abitato del villaggio di Frikes a Itaca. (foto Bruga) Il porticciolo turistico di Frikes. (foto Bruga) Piccolo peschereccio ormeggiato al molo di Frikes. (foto Bruga)

La torre veneziana situata a strapiombo sul porto di Frikes. (foto Bruga) Sirena con delfini, statua in bronzo posta nel bosco di Frikes. (foto Bruga) L'insegna dell'Odisseas Restaurant a Itaca. (foto Bruga)

Pesce fresco e cucina tradizionale all'Odisseas Restaurant. (foto Bruga) Il villaggio di Fiskardo a nord di Cefalonia. (foto Bruga) Abitazioni di pescatori lungo la baia di Fiskardo. (foto Bruga)

La piazzetta principale di Fiskardo. (foto Bruga) Un angolo del paese di Fiskardo. (foto Bruga) Il cimitero di Fiskardo con le tradizionali tombe di marmo bianco. (foto Bruga)

Negozio di abbigliamento sul lungomare di Fiskardo. (foto Bruga) La terrazza dell'Apagio Restaurant di Fiskardo. (foto Bruga)

Perché Omero scelse Itaca come patria di Ulisse?

Me lo sono chiesto in un recente viaggio alle isole Ionie della Grecia, delle quali fa parte la celeberrima piccola isola omerica. Difficile sottrarsi all’attrazione fatale del mito: approdare a Itaca è soprattutto un’esperienza emozionale che ognuno vive in modo personale e in qualche modo prescinde dal paesaggio e dalla bellezza dei luoghi.

Io ho sentito l’urgenza di andare sulle tracce del protagonista dell’Odissea che ricordavo audace, furbo, camaleontico, donnaiolo, ma soprattutto desideroso di tornare nella sua patria. I tempi del viaggio non mi hanno consentito di visitare il cosiddetto Palazzo di Ulisse, i cui resti sono stati rinvenuti meno di 10 anni fa nel nord dell’isola.

Omero dunque ha situato il suo eroe nella sua patria reale? Gli studiosi ancora dibattono, ma a me poco importa; sicuramente tornerò a Itaca per calpestare le pietre della casa dove Penelope attese lungamente suo marito insidiata dai Proci, che pare stessero a vedetta di Ulisse in un’isola vicina. Per il resto, si tratta di un posto tranquillo, ancora abbastanza autentico, dove poter trascorrere una vacanza all’insegna del relax, ideale anche per chi voglia fare trekking, con scorci indimenticabili e un’infinità di suggestive calette raggiungibili in barca.

Molto più grande dell’isola di Ulisse è Cefalonia, la maggiore delle isole Ionie, che con la sua vetta più alta, il monte Enos (più di 1600 m), scrigno di biodiversità, si staglia sul profondo azzurro del mare. Quasi completamente distrutta da un devastante terremoto nel 1953, ha un unico centro sopravvissuto al sisma, Fiskardo, il cui nome deriva dal condottiero normanno Roberto il Guiscardo, padrone dell’Italia meridionale, che vi morì nel 1085 in battaglia contro i Bizantini. Si tratta di un borgo marinaro molto glamour con ristorantini e locali alla moda, dov’è piacevole gustare un gelato o assaporare un piatto di pesce.

Da non perdere il villaggio di Assos in posizione splendida sul versante nord-occidentale, bell’esempio di architettura mediterranea, nei pressi delle rovine di una fortezza veneziana, da cui si gode un panorama mozzafiato.    

Irrinunciabili due spiagge: Myrtos, forse una delle più belle del Mediterraneo, per fortuna accessibile solo mediante un sentiero di campagna o tramite barca, e Antisamos, meravigliosa striscia di sabbia bianca, dove sono state girate varie scene del film “Il mandolino del capitano Corelli”, che ripercorre l’eccidio di Cefalonia, al quale è dedicato un monumento sulla collina di San Teodoro. Tappa obbligatoria per gli italiani che sbarcano nell’isola, questo memoriale è stato eretto per ricordare le migliaia di militari della Divisione Acqui uccisi dai tedeschi dopo l’armistizio del 1943 in uno degli episodi più tristi e drammatici della seconda guerra mondiale.



www.visitgreece.gr










 

 

 

 

 

 

 

 

 





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