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A Tavola con lo Chef

 

 



 

 

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    a cura della Redazione di Travel Carnet 

     

    Giapponismo.
    Venti d’Oriente nell’arte europea 1860 – 1915
    28 Settembre 2019 - 26 Gennaio 2020
    Rovigo, Palazzo Roverella

    Claude Monet, Passerella a Zaandam – 1871. (foto Studio Esseci) Paul Gauguin, Fete Gloanec – 1888. (foto Studio Esseci) Henri de Toulouse-Lautrec, Reine de Joie – 1892. (foto Studio Esseci) Edgar Degas, Femme se coiffant – 1894 circa. (foto Studio Esseci)

    Jules Chéret, Maitres Japonais – 1900 circa. (foto Studio Esseci) Emil Orlik, Paesaggio con il monte Fuji – 1908. (foto Studio Esseci, cortesia Daxer & Marschall Gallery) Kolo Moser, Albero in fiore – 1911. (foto Studio Esseci) Fernand Khnopff, Le rose – 1912. (foto Studio Esseci)

    Anselmo Bucci, La giapponese (il Kimono) – 1919. (foto Esseci, cortesia Matteo Mapelli/Galleria Antologia Monza) Carl Moser, Pavone con quattro ciliege – 1929. (foto Studio Esseci) Emile Gallé, Vaso detto La Carpa – 1878. (foto Studio Esseci) Rudolf Schlattauer, Paravento – 1910. (foto Studio Esseci)

    Sul finire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera arte europea, conducendola verso nuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi. La svolta avvenne quando, all’inizio degli anni ’60 dell’Ottocento cominciarono a diffondersi in Europa, e principalmente in Francia, ceramiche, stampe, ed arredi da giardino dall’Impero del Sol Levante che, pochi anni addietro, nel 1853, si era aperto al resto del modo.

    La moda giapponista, esplosa attorno al 1860 e destinata a durare almeno un altro cinquantennio, coinvolse dapprima la ricca borghesia internazionale, ma soprattutto due intere generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, trovando via via sempre più forza con l’innesto della nascente cultura e Liberty e modernista sempre più attenta ai valori decorativi e rigorosi dell’arte giapponese.

    Il taglio che Francesco Parisi ha scelto per descrivere questa effervescente pagina della storia dell’arte europea e mondiale è decisamente originale: nelle quattro ampie sezioni in cui è dipanato il racconto, il curatore della mostra affianca originali e derivati, ovvero opere scelte fra quelle che giungendo dal Giappone divamparono a oggetto di passioni e di studi in Europa, accanto alle opere che di questi “reperti” evidenzino la profonda influenza.

    Quattro sezioni, quante furono le grandi Esposizioni Universali che in quei decenni contribuirono, grazie alla presenza dei padiglioni giapponesi, a svelare ed amplificare il nuovo che giungeva da così lontano, da quel luogo misterioso e magico. Accanto ai capolavori di Gauguin, Touluse Lautrec, Van Gogh, Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha si potranno ammirare le tendenze giapponiste nelle opere degli inglesi Albert Moore, Sir John Lavery e Christopher Dresser; degli italiani Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Antonio Mancini, Antonio Fontanesi e Francesco Paolo Michetti, e ancora i francesi Pierre Bonnard, Paul Ranson, Maurice Denis ed Emile Gallé; i belgi Fernand Khnopff e Henry Van De Velde.

    www.palazzoroverella.com



    Dagli Impressionisti a Picasso.
    Capolavori della Johannesburg Art Gallery

    11 Ottobre 2019 - 2 Febbraio 2020
    Conegliano (TV), Palazzo Sarcinelli

    Gustave Courbet, Le scogliere a Etretat – 1869. (foto Studio Esseci) Claude Monet, La primavera – 1875. (foto Studio Esseci) Eugéne Louis Boudin, Il porto di Trouville – 1893. (foto Studio Esseci)

    Henri Eugène Augustin Le Sidaner, La finestra sul fiume – 1908. (foto Studio Esseci) Paul Signac, La Rochelle – 1912. (foto Studio Esseci) Pablo Picasso, Testa di Arlecchino II – 1971. (foto Studio Esseci) Andy Warhol, Joseph Beuys. (foto Studio Esseci)

    La Johannesburg Art Gallery, uno dei più importanti musei d’arte ad oggi esistenti nel continente africano, si è costituita grazie all’ingente apporto di donazioni fatte da collezionisti sudafricani sensibili all’arte, nell’intento di promuovere il museo come centro di aggregazione culturale di riferimento per il loro paese. Il nucleo di questa importante raccolta è il lascito di Lady Florence Phillips, appassionata collezionista che, grazie ai suoi prestigiosi contatti, riuscì ad acquisire capolavori immortali di celebri artisti europei tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.

    Dai capolavori dell’Ottocento inglese, passando per i maestri dell’Impressionismo, fino ai movimenti artistici rivoluzionari del Novecento: sessanta opere, dipinte dai più grandi artisti tra ‘800 e ‘900, lasceranno il Sudafrica per venire esposte in terra veneta. Per quasi quattro mesi si potranno così ammirare opere realizzate dai principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo come Turner, Rossetti, Courbet, Monet, Cézanne, Warhol e molti altri. Un vero e proprio viaggio nella storia dell’arte europea e mondiale. Palazzo Sarcinelli è un edificio rinascimentale di Conegliano, ubicato nel centro storico. Fu costruito nel 1518 e nei secoli di maggior splendore ospitò nella personaggi di rilievo come Bona Sforza, Massimiliano III d’Austria ed Enrico III di Francia. Nel XX secolo diventa proprietà comunale e a partire dal 1988, il palazzo è diventato la sede della Galleria d’arte moderna e contemporanea. 

    Ma come mai la mostra è così imperdibile? Innanzitutto offre ai visitatori un importante strumento di interpretazione dell’evoluzione della pittura europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo. Rende poi possibile vedere capolavori normalmente esposti a più di 11.000 km da Conegliano, rendendola un’occasione del tutto unica: le mostre dedicate alla pittura dell’800 e 900, infatti, sono tra le più visitate in Italia. Infine, è da ricordare che esce dagli schemi di un’esposizione tradizionale sugli Impressionisti, per evidenziare la grande rivoluzione artistica successiva.

    www.artika.it