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A Tavola con lo Chef

 

 



 

 

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    A Madrid una mostra che mescola
    capolavori pittorici e splendide foto d'epoca

    di Eugenia Sciorilli 

     

    Eugène Boudin, Porto di Brest – 1870. (foto Portland Art Museum/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Gustave Le Gray, La grande onda, Sète – 1856-1857. (foto Collection Société de photographie/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)     Camille Pissarro, Il bosco di Marly – 1871. (foto Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Eugène Cuveller, Sentiero nel bosco – 1850-1860. (foto Bibliothèque Nationale de France/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)

    Camille Pissarro, Boulevard Montmartre, martedì grasso – 1897. (foto The Armand Hammer Collection Los Angeles/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Charles Marville, Boulevard Saint-Germain – 1875-1877. (foto Bibliothèque Historique de la Ville de Paris/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)    Pierre Auguste Renoir, Donna con ombrello in un giardino –1875. (foto Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Constant Puyo, Nudo femminile nella natura – prima metà XX secolo. (foto Musée Francais de la Photographie/Conseil dèpartamentale de l'Essonne Benoit Chain/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)

    Armand Guillaumin, Il ponte dell'Arcivescovo e l'abside di Notre-Dame de Paris – 1880 circa. (foto Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Edouard Baldus, Vista poteriore di Notre-Dame de Paris – 1860-1870. (foto Archivio fotografico Museo Nacional del Prado/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)    Edouard Baldus, Viadotto del Rodano a Lione – 1861 circa. (foto Wilson Centre for Photography/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Edouard Baldus, Viadotto del Rodano a Lione – 1861 circa. (foto Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)

    Claude Monet, Onde che si infrangono – 1881. (foto Fine Arts Museum of San Francisco/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Gustave Le Gray, Mar Mediterraneo, Sète – 1857. (foto Victoria and Albert Museum London/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)   Claude Monet, La barca –1887. (foto Bridgeman Images/Musée Marmottan Monet/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Achille Quinet, Scena sul fiume, studio del naturale – 1855 circa. (foto Wilson Centre for Photography/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)

    Claude Monet, La cattedrale di Rouen: portale (effetto mattina) – 1894. (foto Robert Bayer/Fondation Beyeler Basel/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Bisson Frères, Facciata della Cattedrale di Rouen – 1850-1859. (foto Victoria and Albert Museum London/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)    Edgar Degas, Dopo il bagno, donna che si asciuga – 1890-1899. (foto The Henry and Rose Pearlman Collection/Princeton University Art Museum/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Paul Berthier, Studio del naturale n.1 – 1865 circa. (foto Bibliothèque Nationale de France/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)     Edgar Degas, Busto di donna con cappello di piume – 1887-1890. (foto Colecciòn de Ann y Gordon Getty/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid) Felix Nadar, Madame Audouard – 1854-1870. (foto Bibliothéque Nationale de France/Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Madrid)

    Il 15 aprile 1874, nello studio parigino di un pioniere della fotografia, Nadar, veniva inaugurato il primo salone espositivo di una corrente pittorica che avrebbe rivoluzionato l'arte moderna: l'Impressionismo. A distanza di 145 anni, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ospita dal 15 ottobre 2019 la mostra sul tema "Gli Impressionisti e la fotografia", che proseguirà fino al 26 gennaio 2020.

    L'obiettivo di questa grande mostra, che accoglie decine di capolavori di numerosi protagonisti del movimento impressionista (da Monet a Pissarro, da Bazille a Degas, per fare pochi esempi) è quello di proporre una riflessione critica sulle influenze reciproche tra fotografia e pittura: la fotografia non ha semplicemente ispirato gli impressionisti come fonte iconografica, ma gli artisti stessi vedevano un'ispirazione tecnica nella manipolazione della luce o nella rappresentazione di uno spazio asimmetrico e troncato. 

    Numerosi dipinti selezionati per l'occasione mostrano come i pittori abbiano utilizzato figure in contrasto, o scene incomplete che contribuiscono a dare l'impressione che il quadro vada oltre i limiti della cornice, facendo ricorso a risorse utilizzate nella fotografia. Allo stesso tempo, i fotografi iniziarono a cercare nuove formule per fotografare con un effetto più pittorico, che deriva proprio dall'ispirazione delle opere impressioniste.

    L'esposizione, curata da Paloma Alarcó, responsabile della Conservazione della Pittura Moderna del Museo Thyssen- Bornemisza, presenta ai visitatori otto capitoli tematici: El bosque, Figuras en el paisaje, El agua, En el campo, Los monumentos, La ciudad, El retrato, El cuerpo (Il bosco, Figure nel paesaggio, L'acqua, In campagna, I monumenti, La città, Il ritratto, Il corpo).

    In essi convergono gli interessi sia dei pittori che dei fotografi dell'epoca impressionista, con 66 dipinti a olio e opere su carta e oltre 100 immagini fotografiche, grazie al contributo di celebri musei sparsi nel mondo.

    Grazie alla mostra, emerge una realtà fondamentale: gli Impressionisti erano profondamente consapevoli della natura transitoria della realtà, che in pochi istanti cambia e svanisce. D'altra parte, con la sua capacità unica di fermare indefinitamente il tempo, la fotografia sembrava segnare una vittoria simbolica dell'uomo sulla temporalità e innescare una trasformazione rivoluzionaria nelle sue rappresentazioni.

    La luce, un elemento essenziale per gli Impressionisti, era un'altra affinità che condividevano con i fotografi, mentre differivano da questi ultimi nella loro assoluta libertà nell'uso del colore. Per gli uni e gli altri, valeva l'intento espresso da Baudelaire con queste parole: "Estrarre l'eterno dal transitorio".

    www.museothyssen.org