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Alla scoperta di capolavori, per una full immersion nell'arte

 

di Luisa Sodano

 

Il portale d'ingresso sormontato dallo stemma di Pio XI tra le statue di Michelangelo e Raffaello. (foto Bruga) Il gruppo scultoreo di Laocoonte, marmo greco di I secolo a.C. (foto Bruga) Particolare del viso di Laocoonte, sacerdote troiano del dio Apollo. (foto Bruga)

La statua colossale in bronzo dorato di Eracle conservata nella Sala Rotonda del Museo Pio Clementino. (foto Bruga) Il Torso del Belvedere, nudo maschile dello scultore ateniese Apollonio. (foto Bruga) Particolare dei rilievi sul Sarcofago in porfido rosso antico di Sant'Elena madre di Costantino I. (foto Bruga) Stanze di Raffaello, affresco della Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura. (foto Bruga)

Stanze di Raffaello, Michelangelo nelle vesti di Eraclito, particolare della Scuola di Atene. (foto Bruga) Stanze di Raffaello, la Stanza dell'Incendio di Borgo databile al 1514. (foto Bruga) Stanze di Raffaello, Stanza di Eliodoro, particolare della Cacciata di Eliodoro dal Tempio. (foto Bruga)

La Galleria delle carte geografiche realizzata tra il 1580 e il 1585. (foto Bruga) Il busto in marmo e oro di Pio XI, opera del 1926 dello scultore milanese Adolfo Wildt conservata nell'ala della Collezione d'arte religiosa moderna. (foto Bruga) La monumentale scala a doppia spirale elicoidale ideata dall'architetto e ingegnere piemontese Giuseppe Momo. (foto Bruga)

La Terrazza del Nicchione di Pirro Ligorio sul lato settentrionale del Cortile della Pigna, al centro la colossale pigna romana in bronzo. (foto Bruga) Serata in terrazza con vista sulla Cupola di S.Pietro. (foto Bruga)

Lo confesso: vivo a Roma da più di venti anni ed ero andata ai Musei Vaticani solo una volta molto tempo fa e solo per vedere la cappella Sistina.

Per colmare questa “vergognosa” mancanza, nello scorso mese di settembre ho prenotato la visita serale con la speranza che vi fosse meno gente. Sicuramente mi sono risparmiata la lunga fila della mattina, ma la folla all’interno era ugualmente avvolgente e straripante. Pazienza!

In compenso la guida Alessandra è stata puntualissima e impeccabile: ci ha trascinato in un percorso in cui le emozioni si sono succedute incessanti e senza pause.

Per cominciare, lo scorcio illuminato del cupolone michelangiolesco di San Pietro visto da una terrazza in genere chiusa al pubblico e poi … il museo Pio-Clementino, la Galleria dei Candelabri, quella degli Arazzi seguita dalla Galleria delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffaello, la Collezione di Arte Contemporanea, per finire nel luogo dei luoghi, la Cappella Sistina. 

E non abbiamo visto tutto!

La magnificenza delle architetture e la preziosità delle opere sono indescrivibili, ma mai avrei immaginato di sentire così forte e viva la presenza di Raffaello e Michelangelo. I due geni si trovarono a lavorare più o meno negli stessi anni, a partire dal 1508, a pochi metri di distanza, grazie a papa Giulio II, che li volle entrambi a rendere la Santa Sede unica al mondo. 

Nella Stanza della Segnatura Raffaello omaggiò in una delle sue opere più famose, la Scuola di Atene, il collega rivale, circondato da molti altri artisti contemporanei del Sanzio, che prestano i loro volti ai cinquantotto studiosi e filosofi che affollano questa Scuola molto particolare. Michelangelo-Eraclito è seduto in primo piano con gli stivali in pelle, assorto nei suoi pensieri, un po’ per conto suo, quasi indifferente alle persone che gli stanno intorno. Perché Raffaello scelse Michelangelo per dare il volto a Eraclito? Forse perché con il suo spirito solitario ed enigmatico ben si adattava ad Eraclito che aveva fama di filosofo “oscuro” e un po’ criptico?

Pur essendo la Scuola di Atene l’affresco forse più celebre di Raffaello, tanti altri se ne possono ammirare nelle sue Stanze ai Musei Vaticani: vividi chiaroscuri ci colpiscono nella Liberazione di San Pietro e possenti corpi sembrano uscire dall’affresco dell’Incendio di Borgo. 

Reminiscenze classiche sono sparse a piene mani; d’altronde, non poteva essere diversamente in un contesto dove i papi avevano raccolto mirabili opere dell’antichità, per fortuna giunte fino a noi.

Ognuno può scegliere le sue preferite: nel Museo Pio-Clementino sono rimasta molto colpita dal gruppo statuario del Laocoonte, che trasuda tragedia e disperazione, ma anche grande energia. Pare che proprio questa affascinante scultura dell’antica Roma abbia avuto una notevole influenza nella formazione di Michelangelo. Nello stesso Museo c’è un altro capolavoro da non perdere: il meraviglioso, benché mutilato, Torso del Belvedere dello scultore ateniese Apollonio. Papa Giulio II lo avrebbe voluto far completare da Michelangelo, che però rifiutò, giudicandolo troppo bello per essere modificato. 

E così, tra continui rimandi storico-artistici, la mia visita dei Musei Vaticani è culminata nella cappella Sistina, dove, esausta, finalmente ho potuto sedermi in estasi con la testa all’insù!            

  

www.museivaticani.va












 

 

 

 

 

 

 

 

 





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