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Una città un libro: Hue
“Missione al nord” di Nelson De Mille (Mondadori)

 
 

 

Testo e foto di Bruga

 

 

Sposi in costume tradizionale davanti la Porta Ngo Mon, principale accesso alla Città Imperiale di Hue. (foto Bruga) Prospetto di un portico con pannelli decorativi a rilievo e sculture in pietra come coronamento del tetto. (foto Bruga) Le ante di chiusura del portico in color rosso scarlatto con pannelli a rilievo. (foto Bruga)

Particolare del soffitto in legno dipinto e decorazioni in oro del Palazzo Reale. (foto Bruga) Ragazza in Ao dài anni Novanta, abito femminile simbolo della cultura vietnamita. (foto Bruga) La Pagoda Thien Mu chiamata anche Pagoda della Signora Celeste. (foto Bruga) Fedeli in preghiera all'interno della Pagoda della Signora Celeste. (foto Bruga)

Imbarcazioni da parata ormeggiate sul Fiume dei Profumi. (foto Bruga) Il bufalo indiano o bufalo d'acqua, animale fondamentale nei lavori agricoli. (foto Bruga) Un pittore al lavoro nel villaggio di Thuy Bieu. (foto Bruga) Bastoncini di incenso in varie profumazioni prodotti a Thuy Bieu. (foto Bruga)

Uno dei settanta templi del complesso archeologico di My Son. (foto Bruga) Figura di una dea, statua scolpita direttamente sui mattoni rossi del tempio. (foto Bruga) Il ponte giapponese coperto a Hoi An costruito in legno e pietra. (foto Bruga)

Il tempio cinese Quan Cong fondato nel XVII secolo a Hoi An. (foto Bruga) Ricamatrice in una bottega di Hoi An. (foto Bruga)

Le tipiche lanterne all'esterno del La Residencia Hotel di Hoi An. (foto Bruga) Un angolo del Mango Hoi An Restaurant. (foto Bruga)

Il thriller di Nelson De Mille, Mondadori 2002. Questo bel giallo, nel quale l’ex-detective militare Paul Brenner torna in Vietnam dopo trent’anni per una indagine durissima sia sul piano storico che psicologico, è uno dei migliori di De Mille, un autore che per qualche anno, da giovane, fu personalmente coinvolto come ufficiale in quella “guerra sporca”. Nel volume il protagonista ripercorre un po’ tutto il paese, ma uno degli snodi fondamentali è Hue, capitale fra il 1802 e il 1945. Città meravigliosa sotto la dinastia Nguyen, fu poi duramente colpita durante la guerra proprio per la vicinanza al confine fra nord e sud, ma da qualche anno è sottoposta a un’accurata ricostruzione che l’ha fatta entrare nel Patrimonio Unesco.

Di grande fascino è la “Cittadella” con all’interno la “Città proibita”, una versione ridotta ma molto bella di quella che tutti hanno visto nel film “L’ultimo imperatore” (o di persona a Pechino). Sale e cortili immensi che si susseguono creando effetti prospettici, legni scolpiti e laccati, gruppi di turisti che si mescolano a scolaresche vietnamite soprattutto femminili, caratterizzate dagli splendidi ao dai, sorta di eleganti spolverini dai colori sgargianti. Un luogo che per fortuna sta tornando all’antico splendore.

A poca distanza, sulla riva del Fiume dei Profumi, il complesso della “Pagoda della Signora Celeste”, dal cui imbarcadero si può iniziare una breve navigazione fluviale fino al villaggio di Thuy Bieu, esempio di turismo sostenibile nel quale si gira in bici fra le botteghe dei pittori e degli artigiani dell’incenso.

Tappa successiva, Hoi An: città molto graziosa ma un po’ troppo turistica, a sua volta Patrimonio Unesco e molto interessante anche sul piano gastronomico. Da Hoi An si visita, con qualche sforzo fisico per il clima caldo-umido, il Santuario di My Son, dove lavorano anche gli archeologi italiani impegnati a far rivivere questi templi di tipo “cambogiano”, risalenti al lungo periodo della dinastia Cham (dal V al XIII secolo d.C.).

Hoi An rischia di diventare una sorta di lunapark, con le file di turisti che tentano di attraversare il Ponte Giapponese (coperto), di acquistare le piccole lanterne vanto dell’artigianato locale o di trovare posto nei ristoranti alla moda, come quelli dello chef Duc, riuniti nella catena Mango (www.mangohoian.com). I suoi piatti si iscrivono nella tradizione vietnamita, con in più la leggerezza e l’eleganza della presentazione tipiche della cucina fusion

La partenza da Hoi An verso il nord avviene dall’aeroporto di Da Nang, città sul mare che ebbe un ruolo strategico fondamentale durante la guerra. Ora ha deciso di sfruttare il suo lunghissimo litorale con una mega-lottizzazione che nel giro di pochi anni, se non mesi, rischia di rendere la città irriconoscibile. Lungo il chilometrico lungomare stanno sorgendo, a tappe forzate, grattacieli che ospitano hotel e residence di lusso, con testimonial del calibro di Cristiano Ronaldo. Una via di mezzo fra la Cina e Dubai, tanto per capirci, che ha come target i nababbi di quella parte del mondo che va dall’India alla Cina e al Giappone, senza trascurare lo stesso Vietnam … Non ci sarebbe da stupirsi se nel giro di qualche anno questa località, per riempire le centinaia di nuovissimi hotel, entrasse nel giro dei gran premi motoristici, dei match di pugilato, e magari dei campionati mondiali degli sport più popolari. I veterani come De Mille faticheranno davvero a riconoscerla! 



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