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    Importanti rassegne di pittura e scultura a Padova e a Verona

    di Eugenia Sciorilli 

     

    Incontro e abbraccio nella scultura
    del Novecento da Rodin a Mitoraj

    Padova, Palazzo del Monte di Pietà
    16 novembre 2019 – 12 gennaio 2020

    Georges Colin, Le timonier – 1910 circa. (foto Studio Esseci) Arturo Martini, Figliol prodigo – 1926. (foto Studio Esseci) Marcel Duchamp, Prière de toucher – 1947. (foto Studio Esseci) Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca – 1968. (foto Studio Esseci) Salvador Dalì, Alma del Quijote – 1969. (foto Studio Esseci)

    Antoni Oteiza, Acoger el extranjero – 1976. (foto Studio Esseci) Alfredo Sasso, Man and mirror – 1980. (foto Studio Esseci) Virgilio Guidi, Incontro – 1982. (foto Studio Esseci) Novello Finotti, Riflessi – 1995 circa. (foto Studio Esseci)

    Tra le poche in Italia a sviluppo tematico, questa mostra esplora le molteplici singolarità della condizione umana. A fare da filo conduttore, infatti, sono precisi temi in dialogo tra loro: il cammino della vita, la formazione, l’incontro, la relazione, la lontananza, l’attesa e la compassione.

    Sono esposte 120 sculture del Novecento, spesso capolavori, di Auguste Rodin, Vincenzo Gemito, Arturo Martini, Pietro Canonica, Jacques Lipchitz, Agenore Fabbri, Virgilio Guidi, Luciano Minguzzi, Fernad Legèr, Henry Moore, Marcel Duchamp, George Segal, Salvator Dalì, Lorenzo Quinn, Igor Mitoraj fino alle tendenze iconiche di fine secolo.

    Soprattutto la figura umana a più dimensioni suscita osservazioni diverse, invita a riflettere sulla vita, le sue grandezze e le sue fragilità, più di quanto potrebbero le immagini bidimensionali di uso comune. “Ci stiamo diseducando alla tridimensionalità, al tatto, alla durata che genera rappresentazione, avvertendoci così del rischio di diventare osservatori frettolosi, meno capaci di cogliere le disposizioni dell’animo e dell’affettività”, sottolinea Alfonso Pluchinotta, curatore della mostra, che aggiunge: "Nell’epoca digitale, l’Umanesimo appare sempre più lontano, scavalcato (ma non domato) dalla velocità e dalle nuove possibilità di comunicazione, che limitano l’esercizio dell’attenzione e della riflessione, il farsi della sedimentazione e della memoria, la dimensione reale e rispondente dei contatti".

    Per il valore sociale oltre che culturale della grande rassegna, l’ingresso sarà gratuito, salvo una donazione libera a sostegno delle attività della Fondazione Salus Pueri, che ha promosso l'evento.

    www.incontroabbraccio.it

    Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky.
    Capolavori dalla Fondazione Maeght

    Verona, Palazzo della Gran Guardia
    16 novembre 2019 - 5 aprile 2020

    Wassily Kandinsky, Isolamento – 1930. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Wassily Kandinsky, Nodo rosso – 1936. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Georges Braque, Natura morta con aragosta – 1948-1950. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Georges Braque, Atelier VI – 1950-1951. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght)

    Alberto Giacometti, Il cane – 1951. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Marc Chagall, Davanti alla tela – 1968-1971. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Alberto Giacometti, Busto di Diego – 1954. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght) Joan Mirò, Donna e uccello – 1964. (foto Studio Esseci/Fondazione Maeght)

    Organizzata da Linea d'Ombra e curata da Marco Goldin, questa mostra è una superba incursione, con un centinaio di opere tra sculture, dipinti e disegni, nel terreno del più alto Novecento internazionale, avendo Parigi quale centro. Una vera e propria monografica dedicata ad Alberto Giacometti, con oltre settanta opere, unitamente ad altri artisti che gravitavano nella Parigi soprattutto degli anni tra le due guerre ma anche nel decennio successivo, da Kandinsky a Braque, da Chagall a Miró, con un’ulteriore ventina di dipinti celebri, spesso di grande formato.

    È giusto dire che questa mostra serve anche a rievocare una delle più straordinarie avventure culturali in Europa dalla metà del secolo in poi, quella di Aimé e Marguerite Maeght, che nel 1964 fondarono a Saint-Paul-de-Vence la Fondazione Maeght, con un insieme architettonico concepito per presentare l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme.

    Goldin dichiara: "Sono felice di poter rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità”.

    www.lineadombra.it