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A TAvola con lo Chef

 


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di Franco Martano  

 

Nell’immaginario collettivo, se si dice Spagna  la mente vola subito verso  visioni ben precise: il sole, le tapas, il flamenco, i patios fioriti, la corrida, lo stile moresco.  Tutti questi elementi si ritrovano in una regione ben precisa: l’Andalusia.  L’Andalusia è la Spagna e Siviglia è la città che ci permette di scoprirne tutto il fascino. Oltretutto, il suo clima la rende una meta per tutte le stagioni: in inverno la temperatura si aggira sui 15 gradi.

Battello turistico sul fiume Guadalquivir a Siviglia, sullo sfondo la Torre dell'Oro. (foto Visit Sevilla) La Torre dell'Oro oggi sede del Museo Naval de Sevilla. (foto Visit Sevilla)

Particolare dei coronamenti gotici e neogotici della Cattedrale metropolitana di Santa Maria, bene protetto dall'Unesco. (foto Visit Sevilla) La Giralda, torre campanaria della cattedrale antico minareto almohade. (foto Catedral de Sevilla) Un tratto dei portici della neomoresca Plaza de Espana. (foto Visit Sevilla)

Un ponte di Plaza de Espana interamente rivestito di ceramica sevillana. (foto Turismo Andalucia) Il Metropol Parasol, edificio futuristico in legno progettato dall'architetto Jurgen Mayer-Hermann. (foto Spain Info)

Situata sulle sponde del fiume Guadalquivir, nel XVIII secolo fu conquistata dagli arabi che la arricchirono di gioielli architettonici come l’Alcazar, la Giralda e la Torre del Oro. Riconquistata dai cristiani nel 1248, divenne il centro della cultura e sede della Corte Spagnola. E’ una città che coniuga benissimo la sua storia millenaria con una modernità che ne fa una destinazione privilegiata per studenti Erasmus di tutto il mondo. E’ vivace, ricca di parchi tra cui il Parque Maria Luisa, una enorme distesa verde dove nel 1929 fu creata la Plaza de Espana, che da sola vale un viaggio a Siviglia. 

L’Alcazar, la Cattedrale, la Plaza de Toros, la Giralda sono le attrazioni principali, simboli di una città passata dai Mori ai Cristiani ai tempi nostri, ma sempre con prospettive di miglioramento. Passeggiare per la città è un piacere: a parte bei palazzi e chiese, si nota come il turismo non abbia stravolto le tradizioni. Girando per Sierpes e le altre strade del centro, quasi tutte pedonali,  oltre ai marchi globali  si trovano vecchi negozi che vendono solo abbigliamento e altri oggetti tipici: non la paccottiglia cinese o indiana per i turisti di bocca buona, ma abiti da sera modello flamenco per le signore, completi da uomo con bolero e camicie ricamate, capi chiaramente destinati ad un fiorente mercato locale.

Un viaggio a Siviglia non è completo “si no pasas el puente”: Ponte Isabel o Ponte di Triana. Triana è la parte più autentica, meno turistica della città. È il vecchio quartiere di marinai, artigiani e povera gente dove ancora oggi la vita ha ritmi diversi. Appena passato il ponte, sulla destra, si trova il mercato, dove si fa la spesa, ma si può anche mangiare: uno spuntino serve a sentirsi trianese. Il quartiere è allegro, reale, affascinante. Si scende da Calle San Jacinto e ci si perde per le stradine piene di vecchie botteghe e bar anni 50. A Triana è nato il flamenco e qui si balla ancora, specie nelle sere d’estate, anche nelle piazze.

Siviglia è un buon punto di partenza per visitare altre 2 città: Córdoba e Cadice, entrambe raggiungibili, in treno o bus in 1 ora e 30 minuti.

Córdoba è il simbolo del passaggio dal dominio arabo alla riconquista dei cristiani. La città è indubbiamente bella e ricchissima di testimonianze dei passati splendori. Nell’Alcazar Cristoforo Colombo incontrò Isabella di Castiglia ed Eleonora d’Aragona per mettere a punto la spedizione delle Indie che portò alla scoperta dell’America. Nel giardino un monumento ricorda lo storico evento.

Il ponte romano di I secolo a.C. dichiarato Patrimonio Unesco nel 1984. (foto Turismo Cordova) L'interno della Mezquita, moschea-cattedrale oggi consacrata all'Immacolata Concezione di Maria Santissima in Cordova. (foto Catedral de Cordoba) La Cappella di Santa Teresa o Cappella del Tesoro addossata alla parete sud della cattedrale. (foto Catedral de Cordoba)

Il Mihrab della cattedrale, nicchia indicante la direzione della Mecca. (foto Catedral de Cordoba) Un angolo dei Patios delle vecchie case nel centro storico. (foto Turismo Cordova) La Calle de Las Flores, uno dei vicoli più suggestivi della città. (foto Turismo Cordova)

Il  principale monumento della città è la Mezquita. Iniziata nel 785 come moschea, tra lavori di edificazione ed ampliamenti fu completata solo nel 987. Nel tempo subì innumerevoli trasformazioni con l’aggiunta di vari stili architettonici. Nel XIII secolo, i cristiani, forse per rafforzare il loro potere, convertirono questo capolavoro di fede islamica in una cattedrale cristiana. Opera grandiosa, ma forse Carlo V non sbagliava quando diceva che avevano trasformato un capolavoro unico al mondo in qualcosa che si poteva trovare ovunque.

Nelle stradine, talmente strette che le auto non ci passano, è bello curiosare, guardare nei portoni che danno su patios pieni di piante e fiori: ce ne sono di elegantissimi e di molto semplici, ma tutti piacevoli e invitanti. Per combattere la temperatura torrida dei mesi estivi, le costruzioni si sviluppavano intorno a cortili più o meno grandi dove venivano sistemati piante, una fontana e un pozzo. Negli anni 20 del secolo scorso iniziò una competizione tra proprietari, tanto che nacque il Festival del Patio, che ancora si svolge nella seconda e terza settimana di maggio. A proposito di piacevolezza, la Calle des Flores vale una passeggiata: è una stradina nei pressi della Mezquita ed è meglio andarci nel pomeriggio, quando le orde del turismo da pullman se ne sono andate.

Mentre la strada verso Córdoba è piuttosto monotona e desertica, per andare a Cadice la vegetazione è rigogliosa, e ciò rende il viaggio piacevole.

Cadice è sull’Oceano Atlantico, poco sopra Gibilterra. Da  qui partì Colombo per il suo secondo viaggio in America. Nei secoli ebbe una grande importanza strategica per la sua posizione, ma ora è più nota come meta di turismo di popoli nordeuropei di media e terza età. Molto bella la passeggiata lungo la costa che circonda la città. Una gita di una giornata è sufficiente.

La Playa Canos de Meca a Cadice. (foto Cadiz Turismo) Tramonto alla Playa de la Caleta. (foto Cadiz Turismo)

Di ritorno a Siviglia, una tappa da non mancare è una “tapeada” a “El Rinconcillo", storica bodega dove si gustano alcune tra le migliori tapas di Spagna.  

Adios Sevilla, anzi no: hasta la vista.



Consigli di viaggio 

Come arrivare: voli diretti da varie città italiane.

Come spostarsi: oltre all’auto, sia i treni che i bus di linea assicurano numerosi collegamenti giornalieri per Córdoba e Cadice.

Dove dormire: sia a Siviglia che a Córdoba la soluzione migliore è affittare un appartamento. 

Dove mangiare: a Siviglia Tapeada a "El Rinconcillo", e cena nei localini lungo il Guadalquivir nell'antico quartiere di Triana. A Córdoba: "El Patio de Maria".

La sala del ristorante El Reconcillo a Siviglia. (foto El Reconcillo) Tapa salata alle verdure del ristorante El Reconcillo. (foto El Reconcillo)

La sala esterna del ristorante El Patio de Maria a Cordova. (foto El Patio de Maria) Tortillas ai gamberi e prezzemolo del ristorante El Patio. (foto El Patio de Maria)

www.spain.info