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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

 

 

Chaja Rubinstein nota con il nome di Helena. (foto Library of Congress/George Grantham Bain Collection) Cracovia, luogo di nascita di Helena Rubinstein, in una cartolina di inizio Novecento. (foto Pubblico dominio) Il Ghetto di Cracovia durante la II Guerra Mondiale. (foto Pubblico dominio)

Una festa a Coleraine, cittadina nello stato australiano di Victoria in un'immagine di inizio Novecento. (foto Museums Victoria Collection) Cibo per la bellezza, i consigli di Helena Rubistein nel volume pubblicato dall'editore Ives Washburn nel 1938. Il salone di bellezza Rubinstein nel 1948 situato nella 5th Avenue a New York. (foto Library of Congress)

La casa cosmetica Rubinstein nel 1952 a Roslyn-Long Island nella Contea di New York. (foto Library of Congress) Helena Rubinstein inaugura la galleria d'arte a lei intitolata nel 1959 al Tel Aviv Museum of Art . (foto Fritz Cohen/National Photo Collection of Israel) Un opuscolo pubblicitario conservato allo Jewish Museum di New York. (foto Jewish Museum) Il documentario diretto da Eila Hershon e Roberto Guerra, dvd ArtHaus Musik 1988.

Helena Rubinstein sulla copertina del suo libro Bellezza è Potere (Edizioni Jewish Museum 2014) Vita privata e professionale della grande imprenditrice nel volume della giornalista e scrittrice Michèle Fitoussi, Cuzzolin Editore 2017. La collezione privata di arte etnica di Madame Rubinstein in mostra al Musée du Quai Branly a Parigi. Capricorno segno zodiacale di nascita e ascendente di Helena Rubinstein.

Quando nel 1896 sbarca in Australia, Chaja Rubinstein ha venticinque anni, non ha nel suo bagaglio che qualche parola d’inglese e ancor meno soldi, e come unico punto di riferimento l’indirizzo di uno zio, un piccolo negoziante di Coleraine, una sperduta  cittadina a 350 chilometri da Melbourne. Eppure, su quel magro bagaglio la giovane e intraprendente polacca costruirà la propria fortuna e la leggenda di uno dei marchi di cosmetica più famosi del mondo, quello di Helena Rubinstein.

Helena è infatti il nome che ben presto la Rubinstein assume, e con il quale getta le basi di quello che diverrà un vero e proprio impero, forse il primo impero commerciale interamente creato da una donna. 

Nata a Cracovia, il 25 dicembre del 1872, Chaja era la prima di ben sette figlie nate dal matrimonio tra Horace, un grossista di prodotti alimentari, e la bella e sofisticata Augusta, che ebbe sulla figlia un’enorme influenza, facendole comprendere fin da giovanissima quanto la bellezza femminile fosse preziosa. Quando il padre tentò di farle sposare un facoltoso commerciante assai più anziano di lei, Chaja decise piuttosto di emigrare in Australia, un paese remotissimo nel quale però non tardò ad ambientarsi e a cercare occasioni per emergere, determinata e ambiziosa com’era. 

La sua silhouette e la sua carnagione chiara e senza imperfezioni, in un paese dove le donne anche giovani avevano la pelle segnata dal sole e dalla vita all’aria aperta, furono immediatamente notate, e la giovane immigrata cominciò a raccontare che il segreto era una crema cosmetica preparata con pregiati ingredienti provenienti dai Carpazi, di cui aveva portato con sé dall’Europa una cospicua scorta. In realtà, probabilmente nel bagaglio della Rubinstein questa miracolosa crema non c’era, e la ricetta era un’invenzione; in compenso, la poco attraente località di Coleraine aveva un grande pregio, ossia trovarsi in un’area dedicata all’allevamento delle pecore e alla produzione di lana di qualità. La lanolina divenne infatti l’ingrediente base delle creme che Chaja si dedicò a preparare artigianalmente e a vendere con grande successo, grazie alla sua brillante capacità imprenditoriale e alla sua comprensione della psicologia delle sue clienti. 

Helena, come ormai si faceva chiamare, esaminava e classificava la pelle delle sue clienti, consigliando a ciascuna la crema “giusta” per il problema dermatologico riscontrato; dal punto di vista commerciale, i prezzi dei cosmetici erano volutamente tenuti molto alti, perché Helena considerava essenziale collocare i suoi prodotti nel segmento del lusso, come si direbbe oggi. Il suo infallibile istinto per il marketing e la sua capacità di persuasione le consentirono in alcuni anni di intenso lavoro di creare le condizioni per “sbarcare” con successo prima a Londra, dove sposò il giornalista Edward Titus, quindi a Parigi e poi, nel 1915, a New York, dove il suo marchio s’affermò definitivamente nonostante la concorrenza di Revlon ed Elizabeth Arden. Nel 1928 vendette la sua azienda per 7 milioni di dollari, solo per ricomprarla dopo il crollo di Wall Street del 1929 a meno di un milione, dimostrando ancora una volta un brillante talento per gli affari.

Nata sotto il segno del Capricorno, Helena Rubinstein aveva in Capricorno anche l’ascendente, Saturno, Venere e Mercurio. Mentre della presenza di Sole e ascendente nel segno in Helena si ritrovano la determinazione, l’ambizione e l’acume, Venere sta a indicare un rapporto con l’amore piuttosto razionale e riflessivo che passionale. Saturno, che in Capricorno ha il suo domicilio, rafforza gli aspetti di tenacia e chiarezza di obiettivi tipici del segno, accompagnandoli con una dedizione e una capacità di lavoro che ritroviamo facilmente nell’eccezionale storia imprenditoriale della Rubinstein. La Luna in Acquario aggiunge alle qualità del Capricorno un elemento di originalità e di libertà dalle convenzioni certamente essenziale per l’intraprendente donna d’affari.

Dopo la separazione dal primo marito, Helena trovò nel più giovane principe georgiano Artchil Gourielli un nuovo marito e l’occasione di proclamarsi principessa, un nuovo gradino nella sua incessante scalata sociale. Ormai ricchissima, Helena Rubinstein si distinse anche come collezionista d’arte e mecenate; nel 1959 finanziò la creazione di un padiglione d’arte contemporanea a lei intitolato nel museo d’arte di Tel Aviv, mentre la sua collezione personale comprendeva opere di Pablo Picasso, Frida Kahlo, Max Ernst, Joan Miró, e Henri Matisse, oltre che mobili pregiati e altri oggetti di valore. Anche il suo centro estetico sulla 5th Avenue, che ospitava anche una palestra e un ristorante, era decorato con preziose opere d’arte e rappresentava per le sue clienti un luogo di esperienza estetica oltre che uno spazio commerciale. Instancabile lavoratrice, legatissima alla famiglia d’origine, Helena coinvolse le sorelle e altri parenti nella gestione dei suoi punti vendita e operò personalmente nell’azienda che recava il suo nome fino alla morte, il 1º aprile del 1965.

«La bellezza è potere» fu il motto immutabile di Helena Rubinstein, ispiratole dalla madre, e per quanto Helena, più che della bellezza materna, fosse dotata di iniziativa, determinazione, intuizione e abilità commerciale, la capacità di offrire il sogno di una bellezza sofisticata fu sempre il suo vero patrimonio. «Non esistono donne brutte, solo donne pigre», diceva, e più di chiunque altro seppe creare la propria fortuna ispirando le donne a inseguire il desiderio di migliorare e rendere inconfondibile la propria immagine.