Tweet

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniture
per ingrandire

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li
trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

 

 

Ultimi articoli 

 

Un arcipelago un libro: Ha Long
“Pensieri sotto il cappello – risalendo il Vietnam in treno”
di Guendalina Sibona (Aereostella editore)

 
 

 

Testo e foto di Bruga

 

 

Risaia in un villaggio del Thai bianco nei pressi di Mai Chau. (foto Bruga) Una casa a palafitte tipica del villaggio di Van del Thai bianco. (foto Bruga) La porta della cittadina Ninh Binh. (foto Bruga) La Pagoda Bich Dong a Tam Coc. (foto Bruga)

Un matrimonio a Tam Coc. (foto Bruga) Sampan, tipiche imbarcazioni di legno ormeggiate a Tam Coc. (foto Bruga) I sampan condotti con i piedi. (foto Bruga) La Baia di Ha Long, Baia del Dragone che discende. (foto Bruga)

I sampan sotto un grande arco naturale nella Baia di Ha Long. (foto Bruga) Le variopinte imbarcazioni di pescatori. (foto Bruga) Serata a bordo di una piccola nave da crociera. (foto Bruga)

Il villaggio galleggiante di Vung Vieng. (foto Bruga) Un peschereccio nel villaggio di Vung Vieng. (foto Bruga) Una giunca ormeggiata al molo del villaggio di Vung Vieng. (foto Bruga)

Le perle artificiali prodotte da una piccola fabbrica. (foto Bruga) Involtini vietnamiti fritti con ripieno di carne di maiale e verdure. (foto Bruga) Molluschi con verdure. (foto Bruga)

In questo simpatico libro fotografico di qualche tempo fa, la giovane autrice ci racconta un suo viaggio in Vietnam piuttosto insolito per il mezzo usato, che è principalmente il treno. Mezzo che le serve soprattutto per i lunghi spostamenti dal sud al nord, un po’meno nella zona che vi descrivo in questo ultimo articolo dal grande paese del Sudest asiatico. I suoi racconti e le sue foto sono stati un piacevole aperitivo durante il nostro viaggio.  

Il libro di Guendalina Sibona, racconto di un viaggio solitario in treno, Aereostella Editore con cd audio 2013. Dopo aver provato l’economica e gradevolissima birra alla spina di Hanoi, servita in molti locali di strada quasi solo agli abitanti della capitale, si parte per un’interessante gita in campagna, fra risaie e case su palafitte. La località è a sud-ovest della capitale, dalle parti di Mai Chau, in una zona di minoranze etniche come i Muong o i Thai, di lontana origine tailandese appunto. E’ l’occasione per girare in bicicletta fra le risaie e i piccoli villaggi, per conoscere una realtà molto diversa dalle metropoli con milioni di abitanti. Il momento più esilarante e straordinario è la nostra estemporanea incursione in una delle centinaia di cerimonie nuziali che vediamo lungo la strada. Chiediamo alla guida se sia possibile fermarsi a osservare con discrezione, e lui non solo ci fa scendere, ma ci presenta come Vip italiani di passaggio… Risultato: una mezz’ora solo per accontentare tutti gli invitati che vogliono farsi un selfie con noi!    

La conclusione del viaggio ci porta in due siti che hanno una certa somiglianza fra loro, tanto che quello a poca distanza dalla zona agricola a sud ovest di Hanoi, è noto come “baia di Ha Long terrestre”, mentre la vera Ha Long con le sue settemila e più isole si trova a est della capitale, in pieno Golfo del Tonchino. 

Ma andiamo per ordine: la prima visita è al bel complesso dei templi dei re Dinh e Le, che risalgono a mille anni fa. Vasto e molto frequentato, ci predispone alla folla che a Tam Coc aspetta di salire sui sampan, sorta di gondole i cui remi sono spesso mossi con i piedi invece che con le mani. Stipati sui sampan che tracciano due lunghi serpentoni in entrambi i sensi, ci godiamo un lungo e affascinante percorso fluviale fra risaie, grotte, piccolissimi mercatini fluviali e quei “panettoni” di calcare che spuntano dall’acqua, con una fauna e una flora molto particolari. Il colpo d’occhio richiama davvero le stesse formazioni che in seguito vedremo – nel mare – in tutta la baia di Ha Long.  

Ed eccoci all’ultima tappa: la baia di Ha Long, patrimonio Unesco dal 1994, è ormai famosa in tutto il mondo, grazie alle foto che peraltro riescono a dare solo una minima idea del luogo, davvero unico. Noi lo abbiamo visto in 24 ore, con una crociera su una giunca che ci ha permesso di pernottare a bordo, di ammirare sia il tramonto che l’alba, di raggiungere un’isoletta con una grotta, una pagoda e il villaggio galleggiante di Vung Vieng con relativo mercato, ma anche di partecipare a un piccolo corso di cucina sui famosi involtini primavera realizzati con la “carta di riso”. Una visione certo ravvicinata della baia, ma per vederla davvero servirebbero settimane, dato che conta alcune migliaia di isole, alcune delle quali microscopiche, altre invece assai estese e incluse in parchi naturali protetti.  

La visita a una fabbrica di perle artificiali, aperta dai giapponesi nell’ambito della loro politica di scambi commerciali col Vietnam, ci riporta in una dimensione più prosaica: ancora pochi anni e anche le zone meno turistiche del paese saranno sempre più globalizzate. Visitatelo al più presto. I giovani vietnamiti, soprattutto coloro che hanno vissuto gli ultimi anni dell’embargo, della chiusura all’occidente e del razionamento di cibo, sono comprensibilmente ansiosi di vivere come noi, con l’ultimo Samsung e l’agognata Vespa, visto che l’auto è ancora quasi un sogno proibito…



www.vietnam.travel

 






 

 

  






 









 

 

 









 

 

 

 

 

A Tavola con lo Chef