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Due percorsi espositivi estremamente
affascinanti, a Brescia e a Forlì 

a cura della Redazione di Travel Carnet  

 

Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini

Brescia, Palazzo Martinengo

18 gennaio - 7 giugno 2020

Tiziano Vecellio, Maddalena penitente. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Andrea Appiani, Ritratto di Francesca Lechi. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Filippo Palizzi, Donne che scavano a Pompei. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Achille Glisenti, La raccolta del granoturco. (foto Musei Civici di Brescia) Bartolomeo Giuliano, M'ama non m'ama. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo)

Federico Zandomeneghi, Alla toeletta. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Gaetano Bellei, Colpo di vento. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Ettore Tito, Con la rosa tra le labbra. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo) Giovanni Boldini, Donna che si pettina i capelli. (foto Collezione privata/Associazione Amici di Palazzo Martinengo)

Le sale di una storica residenza nel centro storico della città lombarda ospitano oltre 90 opere che testimoniano come la donna abbia rivestito un ruolo di primo piano, nella storia dell’arte italiana, dagli albori del Rinascimento alla Belle Époque. Il percorso espositivo, curato da Davide Dotti e organizzato dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, è suddiviso in otto sezioni tematiche: Sante ed eroine bibliche; Mitologia in rosa; Ritratti di donne; Natura morta al femminile; Maternità; Lavoro; Vita quotidiana; Nudo e sensualità.

A firmare le tele sono celebri artisti come Tiziano, Guercino, Pitocchetto, Appiani, Hayez, Corcos, Zandomeneghi e Boldini, che hanno immortalato dame eleganti o popolane, eroine mitologiche o modelle seducenti. Tra i capolavori della mostra, si segnala la Maddalena penitente, un olio su tela di Tiziano, firmato per esteso, proveniente da una collezione privata tedesca ed esposto per la prima volta in Italia. Di grande valore artistico anche un disegno di Gustav Klimt, Coppia di amanti in piedi, che anticipa le soluzioni stilistiche de Il bacio e de L’Abbraccio del Fregio Stoclet, due tra i capolavori più conosciuti del maestro austriaco.

Vera protagonista della rassegna è la pittura dell'Ottocento, in cui la donna è stata colta nella sua dimensione quotidiana, alle prese con le faccende della vita domestica e del lavoro, ma anche in atteggiamenti capaci di esaltarne la carica sensuale, come testimoniano gli straordinari dipinti di Giovanni Boldini.

www.donnenellarte.it

 

Ulisse. L'arte e il mito

Forlì, Musei San Domenico

15 febbraio - 21 giugno 2020

Ulisse fugge dalla grotta di Polifemo, oinochoe – fine VI secolo a.C. (foto Studio Esseci/Museo di Pontecagnano, Polo Museale della Campania) Ulisse, testa in marmo – I secolo d.C. (foto Studio Esseci/Museo Archeologico di Sperlonga) Domenico Beccafumi, Penelope – 1519. (foto Studio Esseci/ Pinacoteca Manfrediniana del Seminario Patriarcale di Venezia) Luca Giordano, Ulisse e Calipso. (foto Studio Esseci/Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo)

Joseph Wright of Derby, Penelope disfa la sua tela alla luce di una candela – 1783. (foto Studio Esseci/Paul Getty Museum di Los Angeles) Lèon Belly, Le Sirene – 1867. (foto Studio Esseci/Musée de l'Hotel Sandelin de Saint-Omer) John W.Waterhouse, Circe invidiosa – 1892. (foto Studio Esseci/Adelaide Art Gallery of South Australia) John W.Waterhouse,  Sirena – 1900. (foto Studio Esseci/London Royal Academy of Arts) Giorgio De Chirico, Ulisse, Autoritratto come Odisseo. (foto Studio Esseci/Collezione privata)

Il mito di Ulisse, dopo aver dominato per tre millenni la cultura dell’area mediterranea, si rivela oggi universale. Il contributo dell’arte è stato decisivo nell’adattarlo, illustrarlo, interpretarlo continuamente in relazione al proprio tempo. La mostra - a cura di Fernando Mazzocca, Francesco Leone, Fabrizio Paolucci e Paola Refice - racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film Art contemporanea.

Sono oltre 250 le opere esposte in 16 sezioni e provenienti da tutto il mondo, dopo un'attenta e rigorosa selezione che ha coinvolto circa 3000 opere. Tra i manufatti più sensazionali, un relitto di nave greca risalente all'ottavo secolo a.C., ritrovato sui fondali di Gela e finora mai esposto al pubblico. Su una superficie di mille mq, uno straordinario susseguirsi di dipinti e sculture propone dunque ai visitatori un grande viaggio dell'arte, non solo nell'arte. Un percorso emozionante, a scandire una vicenda che ci appartiene, che nello specchio di Ulisse mostra il nostro destino.

Come ha spiegato Gianfranco Brunelli, responsabile dei progetti espositivi della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra "evidenzia come dalla diretta relazione tra arte e mito, attraverso la figura paradigmatica di Ulisse, nasca e si rinnovi il racconto. Perché l’arte, figurandolo, ha trasformato il mito. E il mito ha raccontato la forma dell’arte”.

www.mostraulisse.it