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Palma Bucarelli e Fernanda Wittgens hanno lasciato un segno 
nel panorama artistico del Novecento, tra Roma e Milano 

 

di Inge E. Blumenthal  


Palma Bucarelli 

Palma Bucarelli, direttrice e sovrintendente della Galleria d'Arte Moderna di Roma dal 1942 al 1975. (foto Archivio Bioiconografico Galleria Arte Moderna) La direttrice Bucarelli nel 1955 durante la mostra itinerante sull'Arte Contemporanea Italiana. (foto Archivio Bioiconografico Galleria Arte Moderna) Palma Bucarelli e il pittore Emilio Vedova alla mostra a lui dedicata nel 1963 alla Galleria Marlborough di Roma. (foto Sirap/Fondazione Vedova)

La facciata della Galleria d'Arte Moderna di Roma in Viale delle Belle Arti. (foto Beni Culturali) La biografia della Bucarelli attraverso centinaia di fotografie e illustrazioni, Palombi Editori 2011. La vita di Palma Bucarelli raccontata dalla storica e critica d'arte Rachele Ferrario, Mondadori 2018.

Estremamente tenace, volitiva, audace nelle sue scelte e interamente dedita all'arte del ventesimo secolo: così era Palma Bucarelli, che dal 1942 al 1975 ha diretto la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma e che ha lasciato un segno durevole nella diffusione delle correnti artistiche del Novecento nel nostro Paese.

Nata a Roma nel 1910 da padre calabrese e madre siciliana, bellissima e raffinata, Palma Bucarelli si laurea in lettere nel 1933; dopo aver lavorato nella Galleria Borghese, alla fine degli Anni Trenta entra nella Gnam. La seconda guerra mondiale costringe l'allora direttore Roberto Papini a lasciare l'incarico perché richiamato alle armi; poco dopo alla Bucarelli viene affidato il museo romano, e lei riesce, in piena guerra, in un'impresa ardua e rischiosa: il salvataggio delle opere d'arte, dapprima nel Palazzo Farnese di Caprarola e poi a Castel Sant'Angelo.

Il dopoguerra vede Palma Bucarelli nella veste di grande sostenitrice di artisti a lei contemporanei, che non esita a proporre sfidando i gusti convenzionali dell'epoca. Allo stesso tempo, riesce a portare a Roma capolavori di Picasso, Kandinsky, Monet, Cézanne, Degas, Van Gogh. Amica e musa di famosi intellettuali, elegante e autoritaria, ospite di salotti mondani e icona di stile, Palma Bucarelli si spegne nel 1998. Nell'estate 2009, la Gnam le dedica una grande mostra, intitolata "Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia".

lagallerianazionale.com



Fernanda Wittgens 

Fernanda Wittgens, prima direttrice della prestigiosa Pinacoteca di Brera nella sede dell'omonimo palazzo milanese. (foto Pinacoteca Brera) Il loggiato del primo piano di Palazzo Brera dopo il bombardamento del 1943. (foto Pinacoteca Brera) Fernanda Wittegens nella Biblioteca Brera. (foto Pinacoteca Brera) Il saggio sulle maggiori opere d'arte presenti a Milano dal IV all'XI secolo, Electa 1954. La storica dell'arte Giovanna Ginex ricostruisce la trentennale attività della Wittgens a Brera, Skira 2018.

Sonia Bergamasco, nello spettacolo Il miracolo della cena, legge gli scritti di Fernanda Wittgens sulla battaglia per salvare il Cenacolo di Leonardo dalle devastazioni della guerra. (foto Masiar Pasquali/Piccolo Teatro Grassi) La graphic novel Ettore e Fernanda di Paolo Bacilieri, Coconino Press 2019.

Ha salvato capolavori d'arte dai disastri del secondo conflitto mondiale, quando le venne affidata la Pinacoteca di Brera a Milano, ma anche molti ebrei dai campi di concentramento nazisti: per questo, nel 2014, Fernanda Wittgens è stata nominata "Giusta tra le nazioni". 

Nata a Milano nel 1903, Fernanda viene introdotta all'arte già in tenera età dal padre, professore di lettere e traduttore di origine svizzera, che è solito accompagnare i figli nei musei. Dopo la laurea in lettere nel 1925 e alcuni anni passati a insegnare storia dell'arte, nel 1928 entra nell'Accademia di Brera e nel 1931 viene scelta dal direttore Ettore Modigliani come sua assistente. Ebreo e antifascista, quest'ultimo viene successivamente allontanato dal suo incarico, ma la Wittgens, pur sostituendolo, non cessa di restare leale al suo mentore, informandolo costantemente sull'attività del museo.

Grazie a un concorso vinto nel 1940, Fernanda Wittgens diventa direttrice della Pinacoteca di Brera, e il suo più straordinario impegno è quello di mettere al riparo i capolavori custoditi. Un'impresa, la sua, tanto faticosa quanto meritoria: nell'agosto 1943, infatti, il museo viene colpito da un bombardamento notturno. L'opera di salvataggio di tanti ebrei che la vede protagonista in quello stesso periodo viene bruscamente interrotta dalla delazione di un giovane ebreo collaborazionista dei nazisti, che provoca la sua prigionia a San Vittore. Finalmente scarcerata nel 1945, la Wittgens riprende con passione il suo incarico, e nel 1946 torna ad affiancare Modigliani, reintegrato come soprintendente; il loro eccezionale sodalizio professionale e umano sarà il principale atout per la ricostruzione della Pinacoteca di Brera. 

Nel 1950, Fernanda Wittgens viene nominata soprintendente alle Gallerie della Lombardia, e con questo incarico si dedica a restaurare il Cenacolo di Leonardo e a ricostruire il Museo teatrale alla Scala e il Poldi Pezzoli. Pochi anni più tardi, nel 1957, una morte prematura interrompe un'esistenza illuminata dall'amore per l'arte.

pinacotecabrera.org



 


 



 

 







 

 

 




 



 



 

 

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