Tweet

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

clicca sulle miniture
per ingrandire

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li
trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

 

 

Ultimi articoli

 

Un territorio un libro: la Garden Route
Devil’s Peak” di Deon Meyer (Little, Brown & Co)

 

Tra mare ed entroterra,
la terza puntata di un tour in Sudafrica
 

Testo e foto di Bruga

Centro per le escursioni di whale watching a Hermanus. (Foto Bruga) La scogliera di Hermanus. (Foto Bruga) Un allevamento di struzzi a Oudtshoorn. (Foto Bruga)

La laguna di Knysna sull'Oceano Indiano. (Foto Bruga) L'istmo della laguna di Knysna fra le due Heads. (Foto Bruga) Una beccaccia di mare sulla spiaggia di Knysna. (Foto Bruga)

Un esemplare di turaco verde. (Foto Bruga) Un ibis rosso detto anche scarlatto. (Foto Bruga) Uno scorcio della Riserva Naturale di Robberg, area marina protetta dall'Unesco. (Foto Bruga) L'immensa voliera di Birds of Eden. (Foto Bruga)

Lo storno superbo, passeriforme molto diffuso in Africa. (Foto Bruga) Un individuo di fenicottero rosa o fenicottero maggiore. (Foto Bruga) Un parrocchetto dal collare. (Foto Bruga) Una gru coronata grigia, raro uccello originario delle regioni sud-orientali dell'Africa. (Foto Bruga)

Il pasto di un lemure del Madagascar nel Santuario dei primati a Monkeykand. (Foto Bruga) Un giovane cercopiteco verde, specie autoctona del Sudafrica. (Foto Bruga) Veduta del Parco Naturale di Tsitsikamma. (Foto Bruga) La Jeffrey's Bay, importante località turistica per gli amanti del surf. (Foto Bruga)

Il thriller di Deon Meyer, Little, Brown & Co 2004.Questo eccellente thriller del maggiore giallista sudafricano, del quale molti libri (ma non questo) sono stati pubblicati anche in Italia, è ambientato principalmente a Cape Town, come quasi tutti gli altri suoi volumi. Devil’s Peak, del resto, è uno dei due picchi che fanno da… scorta alla Table Mountain, l’inconfondibile altopiano che sovrasta Città del Capo. Ma la trama, molto legata alle immense trasformazioni sociali e politiche del nuovo Sudafrica (un po’ come nei gialli di Michael Connelly, che da trent’anni descrivono l’evoluzione della società statunitense), ci porta anche lungo la strada che dal Capo conduce verso est a Port Elisabeth: la Garden Route. È una strada lunga centinaia di chilometri, da percorrere in più giorni, che solo a tratti è spettacolare in sé, ma è diventata famosa in tutto il mondo perché con brevi deviazioni porta in scenari e località di grande interesse.

Pensate alla Route 66 degli Usa: non c’è un inizio e una fine, è più un concetto astratto, ma convenzionalmente la si fa iniziare nella piccola località marina di Hermanus e terminare nella metropoli industriale di Port Elisabeth. Si taglia dunque da ovest a est (o viceversa) quasi tutta la parte meridionale del Sudafrica, con lunghi tratti nell’interno e altri sul mare. 

Hermanus è celebre per gli avvistamenti di balene, piuttosto frequenti fra luglio e novembre, e per un’attrazione un po’ particolare: le gabbie di acciaio entro le quali, ben protetti, si possono vedere da vicino gli squali…

Dopo un lungo tratto nell’interno, attraverso il Piccolo Karoo (zona mista di savana e prateria, con allevamenti estensivi e caccia alla selvaggina), si passa per la graziosa ed elegante Swellendam e si sbuca di nuovo sul mare a Mossel Bay. Da lì noi abbiamo fatto una deviazione verso l’interno a Oudtshoorn, famosa per gli allevamenti di struzzi. La visita a una di queste fattorie, con assaggio della carne e acquisto dei tanti prodotti ricavati da uova, piume, pelle o carni di questo uccello che non può volare, è assolutamente consigliata. La particolarità di questi animali, dalla conformazione al comportamento, si può apprezzare solo vedendoli da vicino! 

Da non perdere, tornati sul mare, è Knysna: oltre alle ostriche, coltivate e commercializzate da una famosa cooperativa di pescatori (un po’ come quella della laguna di Orbetello), Knysna offre brevi crociere nella scenografica laguna che in realtà non è completamente chiusa, ma si apre sull’Oceano Indiano con un piccolo istmo fra due contrafforti, le Heads: secondo i racconti dei marinai britannici dei secoli scorsi, era il punto più impegnativo del mondo da attraversare, per le forti correnti e gli scogli affioranti. La crociera se ne tiene un po’ distante, ma permette di capire bene la geografia del posto. 

Proseguendo ancora verso est, si arriva a Plettenberg Bay, con una bella spiaggia molto frequentata nella bella stagione e, a pochi chilometri, il meraviglioso parco naturale della Robberg Peninsula, sito Unesco, che offre la possibilità di trekking mozzafiato anche brevi, con scenari incredibili (www.capenature.co.za). 

Poco oltre, sempre proseguendo verso est, si trova  una località chiamata The Crags, che ospita alcuni parchi zoologici di grande interesse: noi abbiamo visitato in sequenza, visto che sono adiacenti e offrono un biglietto cumulativo, Birds of Eden (www.birdsofeden.co.za e Monkeyland. Il primo è una gigantesca voliera, forse la più grande del mondo, con migliaia di uccelli dai colori stupendi, che si possono ammirare e fotografare da pochi centimetri di distanza: un vero compendio della fauna sudafricana, che si completa con le scimmie dell’altro parco, concepito – come ci hanno spiegato due giovani biologi italiani che erano lì per uno stage – per ospitare animali salvati dalla schiavitù e dai maltrattamenti. Prima di ritornare nel loro habitat naturale, ammesso che sia possibile, molte scimmie devono essere riabituate a una vita selvaggia, a procurarsi il cibo e a difendersi dai pericoli, cose che imparano proprio a Monkeyland (www.monkeyland.co.za). Le specie variano nel tempo, con due costanti: i cercopitechi, autoctoni, e i lèmuri del Madagascar, che dopo un momento di grande popolarità in seguito all’omonimo cartone animato, sono stati progressivamente abbandonati da coloro che li avevano comprati, spesso illegalmente.    

Ancora un po’ di chilometri e, superate spiagge, lagune e fiumi tutti interessanti (all’interno del Tsitsikamma National Park), si arriva al Bloukrans Bridge, posto su una gola a duecento metri di altezza sull’omonimo fiume. Dovete sapere che il bungee jumping, cioè il salto nel vuoto appesi a una corda elastica, qui è una mania nazionale, oltre che una costosa attrazione turistica, tanto che il termine inglese si è trasformato in bungy (scritto e pronunciato diversamente). Ebbene, questo ponte è uno dei luoghi più amati dai cultori di questa disciplina!

Ancora più a est, invece, c’è la mecca dei surfisti: Jeffrey’s Bay, che da maggio a settembre vive solo di questo, con prove del campionato mondiale e migliaia di professionisti e dilettanti impegnati a sfidare onde alte e di forma perfetta per il surf. Tanto da far dimenticare la presenza degli squali bianchi, che il municipio è costretto a ricordare ai pur benvenuti turisti…



3 - continua 



www.southafrica.net/it/







 

 

  






 









 

 

 









 

 

 

 

 

A Tavola con lo Chef