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La mostra ospitata dalle Scuderie del Quirinale
è visitabile sul web

di Luisa Sodano

   

Il centro storico di Urbino dal Palazzo Ducale. (Foto Bruga) La facciata del Palazzo Ducale voluto da Federico da Montefeltro nel XV secolo. (Foto Bruga) Il cortile di Palazzo Ducale. (Foto Bruga)

La volta a botte del Tempietto delle Muse a Palazzo Ducale. (Foto Bruga) Piero della Francesca, particolare della Madonna di Senigallia – 1474. (Foto Bruga) Piero della Francesca, Flagellazione di Cristo – 1455-1460. (Foto Bruga)

La locandina della mostra romana per i 500 anni dalla nascita di Raffaello Sanzio. La Velata, ritratto databile al 1516 circa. (Foto Scuderie del Quirinale) Tondo della Madonna d'Alba, 1511 circa. (Foto Scuderie del Quirinale)

Dama con liocorno, 1505-1506. (Foto Scuderie del Quirinale) Madonna del Granduca, 1504 circa. (Foto Scuderie del Quirinale)

Scrivo questo breve articolo ancora in piena emergenza del nuovo coronavirus, durante la quale l’impossibilità di andare in giro a visitare il Belpaese è per me una delle maggiori restrizioni. Per fortuna ci sono i tour virtuali del nostro patrimonio artistico a tenerci compagnia! Se ne possono trovare tanti sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (www.beniculturali.it), con l’opportunità di scoprire luoghi noti o quasi sconosciuti, che mi auguro saranno meta di quel turismo di prossimità che probabilmente ci sarà consentito prima di quello al di fuori dell’Italia.


Alla ricerca quindi di bellezza e distrazione dall’infodemia del COVID-19, non potevo non imbattermi nella visita virtuale della mostra (inaugurata a Roma il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale e subito dopo chiusa), dedicata a Raffaello, del quale quest’anno ricorre il cinquecentenario della morte, avvenuta il 6 aprile 1520. La mostra dovrebbe restare aperta fino al prossimo 2 giugno: chi sa se avremo la possibilità di vederla dal vivo!

Devo confessare che l’Urbinate non mi ha mai entusiasmato: troppo perfetto, celebrato, amato, ricco…troppo tutto insomma! Ho sempre preferito artisti un po’ più eterodossi, contraddittori, graffianti, “meno classici” e a volte “maledetti”.

Nonostante i miei pregiudizi il video mi ha catturato, dandomi il senso della grandezza e della genialità di Raffaello che ebbe comunque un destino tragico, morendo a soli 37 anni, al massimo del suo fulgore, dopo aver ricevuto da papa Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico) l’incarico di architetto della fabbrica di San Pietro. 

La mostra segue l’ordine cronologico inverso della vita del grande artista, dalla morte alla nascita, con una scansione molto ben delineata dei tre periodi della sua carriera: quello romano dal 1508 al 1520, il fiorentino con partenza dall’autunno del 1504 e il periodo giovanile trascorso tra Urbino e Perugia. Si coglie bene la tensione di Raffaello al mondo classico e alle sue cifre stilistiche, ma anche la lezione dei maestri del Rinascimento, quali Masaccio, Donatello, Luca della Robbia, per non parlare di Leonardo e Michelangelo, senza tralasciare la scuola del Perugino. 

Figlio d’arte (il padre era Giovanni Santi, artista alla corte di Federico da Montefeltro, duca di Urbino), Raffaello si nutre delle architetture e delle opere che costellano il palazzo che troneggia sulla città. Conosce presto Piero della Francesca, il pittore matematico, e le sue geometriche simmetrie, le rielabora con la grazia e la dolcezza apprese dal Perugino, per poi assorbire la plasticità di Michelangelo e i misteri del paesaggio leonardesco. E’ un percorso incessante che la mostra ci stimola a fare tra le architetture dell’Urbinate, i suoi progetti di ricostruzione grafica dei principali monumenti di Roma, i sodalizi culturali, il continuo paragone con l’antico, le grandi committenze in tutti i generi: pittura sacra, decorazione profana, monumentali cicli pittorici, piccoli dipinti. Centrale e ricorrente è il tema della Madonna col Bambino, col quale Raffaello esprime il suo ideale femminile: grazia, bellezza, dolcezza, serenità, ma anche mistero. La passeggiata virtuale termina con il maestro giovanissimo, già capace di due opere mirabili: la Dama col liocorno e il Sogno del cavaliere. 

Termino il mio tour a distanza con negli occhi l’autoritratto di un Raffaello non segnato dal tempo e la sensazione di avere bene impiegato un po’ della mia quarantena. 



www.scuderiequirinale.it







 

 

  






 









 

 

 









 

 

 

 

 

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