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dell'Astrologa Martina   

 

La Downtown di Pittsburg città natale d Andy Warhol. (foto Visit Pittsburg) Warhol accanto a Cow Wallpaper, 1966. (foto Mostra on line Andy Warhol)Silver Coca Cola Bottles, 1967. (foto Mostra on line Andy Warhol)

Ritratto di Mao Tse Tung, 1972. (foto Mostra on line Andy Warhol)Mickey Mouse, 1981. (foto Mostra on line Andy Warhol) Botticelli Venus, copertina originale firmata del libro Andy Warhol Prints 1985 in mostra alla Galleria d'Arte Contemporanea Deodato di Milano. (foto Deodato Arte)Dollar, serigrafia a colori edita da Sunday B. Morning. (foto Deodato Arte)

Il documentario diretto e prodotto da Kim Evans nel 1987, dvd Arthaus Musik. L'analisi di Peter Gidal sui film e i dipinti di Andy Warhol, riedizione Hachette 1991. Ho sparato a Andy Warhol, film diretto da Mary Harron nel 1996, dvd MGM 2006.Factory Girl, storia dell'attrice e modella Edie Sedwick per la regia di George Hickenlooper, blu ray Mondo Home Entertainment 2008.Il libro illustrato per bambini ripubblicato da Taschen nel 2017.

Il Warhol Museum of Modern Art a Medzilaborce in Slovacchia. (foto Turismo Slovacchia)Una sala del Warhol Museum of Modern Art a Medzilaborce. (foto Muzeumaw)

 

Leone, segno zodiacale di nascita e ascendente di Andy Warhol.Il 3 giugno 1968, Valerie Solanas entra nella sede della Factory di Andy Warhol, il luogo già leggendario dove, con la comunità di artisti e personaggi che ruota intorno a lui, il maestro della pop-art lavora alla produzione delle sue celebri serigrafie, realizza film, o semplicemente organizza eccentrici e sensazionali intrattenimenti. Abilissimo nel marketing, Warhol, oltre a essere di ispirazione e aiuto per autentici artisti, raccoglie intorno a sé alcuni personaggi di dubbio talento chiamandoli le Warhol Superstars, mantiene rapporti amichevoli con moltissime popstar dell’epoca, e alimenta la fama della Factory aprendo le sue porte a tanti aspiranti a quel quarto d’ora di celebrità che secondo lui tutti possono ottenere.

Valerie è appunto una di quelle persone che cercano una via facile per arrivare alla fama; nel suo caso, anzi, innanzitutto alla promozione delle tesi femministe radicali che ha elaborato e tradotto anche in un’opera teatrale che ha consegnato a Warhol sperando che la producesse. Il manoscritto in realtà è finito in uno scatolone da cui emergerà solo parecchio tempo dopo, ma la Solanas è invece convinta che Warhol voglia appropriarsene per metterlo in scena come proprio, defraudandola del giusto credito. In preda a questo folle risentimento, entra nella Factory, raggiunge lo studio di Warhol, e gli spara due volte con la sua Beretta. Warhol si salva per miracolo, e se fisicamente rimarrà menomato per tutto il resto della sua vita, gli effetti psicologici dell’attentato non saranno meno rilevanti.

Nato il 6 agosto 1928 a Pittsburgh da una famiglia di immigrati slovacchi, Andy dimostrò fin da ragazzo di possedere talento artistico e passione per la fusione tra arte e comunicazione commerciale. Laureato in arti visive e specializzatosi in design per la pubblicità, nel 1949 si trasferì a New York per lavorare come grafico pubblicitario e illustratore. Ben presto, le sue capacità diventarono evidenti: anche nelle semplici illustrazioni, Andy aveva la capacità di essere originale, con uno stile immediatamente riconoscibile, e cominciò a sperimentare nuove tecniche, spesso riutilizzando e reinterpretando immagini “ordinarie”, prima per i suoi lavori da illustratore e poi per vere e proprie creazioni artistiche. Il 1962 vide le sue prime mostre di grande popolarità, prima a Los Angeles e poi a New York, in cui erano esposte opere che diventeranno celebri, come le serigrafie basate sulle immagini di prodotti commerciali come barattoli di zuppa Campbell o bottiglie di Coca Cola, o su foto di personaggi come Marilyn Monroe. I ritratti di personaggi celebri, ottenuti rielaborando fotografie già familiari al pubblico, divennero uno dei marchi di fabbrica di Warhol, e costituivano vere e proprie icone pop raffiguranti Marilyn, Elvis Presley, Brigitte Bardot, Liz Taylor o anche personaggi politici come Che Guevara o Mao Zedong. Warhol, che univa alla creatività e all’innovatività artistica lo spirito di iniziativa e il carisma di un imprenditore, divenne rapidamente il caposcuola della nascente pop-art, e un divo pop a sua volta, ammirato e controverso come forse nessun personaggio nel tumultuoso panorama artistico degli anni Sessanta.

Nato con il Sole nel Leone e l’Ascendente nello stesso segno, Warhol rappresentava alla perfezione la personalità influenzata da questo aspetto astrale: determinato, coraggioso, istintivo e anticonformista, egocentrico e carismatico, sicuro di sé e del proprio valore, amava esibire con estro la propria creatività, continuamente alla ricerca di mete e progetti ambiziosi raggiungibili grazie alla sua energia e genialità. La Luna nel segno dell’Ariete favoriva lo spirito d’iniziativa, l’indipendenza, l’immaginazione fervida, lasciando emergere allo stesso tempo l’impulsività, l’imprevedibilità, l’insofferenza alla routine. Giove in Toro garantiva popolarità, benessere materiale e vita agiata, Marte nel medesimo segno conferiva forza di volontà, intraprendenza, tenacia. Venere in Leone accentuava l’affettività espansiva, l'abilità comunicativa, l’attitudine artistica. Mercurio nel segno di nascita era indice di un’intelligenza ispirata, brillante, costruttiva e di una grande apertura mentale, doti queste acuite dalla presenza di Saturno in Sagittario nel tema natale di Warhol.

L’attentato alla sua vita segnò un importante spartiacque nella vita di Warhol, che ridusse la cerchia dei suoi collaboratori, abbandonando gli aspetti più eccentrici e comunitari della sua attività e concentrandosi su quelli imprenditoriali. Nel suo libro La filosofia di Andy Warhol, del 1975, scrisse una delle sue affermazioni più emblematiche: «Essere bravi negli affari è la forma d’arte più affascinante». Tuttavia, Warhol rimase fin che visse un punto di riferimento per gli artisti emergenti, anche grazie al suo istinto che combinava sensibilità artistica e fiuto commerciale. Negli anni Ottanta collaborò con numerosi brillanti artisti, a partire da Jean-Michel Basquiat, e continuò a sperimentare, affiancando nuovi temi ai suoi più classici ritratti, tra cui quelli di Michael Jackson, Prince, e diversi celebri autoritratti. L’ultima sua mostra fu a gennaio 1987 a Milano, dove presentò una serie di opere ispirate all’Ultima cena di Leonardo, accolte come sempre da commenti contrastanti della critica.

Tornato negli Stati Uniti, si sottopose a un’operazione alla cistifellea che aveva a lungo tentato di evitare, e il 22 febbraio morì per delle complicazioni postoperatorie. Il suo ingente patrimonio personale, in base al suo testamento, fu quasi interamente impiegato per la costituzione della Fondazione Andy Warhol per le arti visive, che oltre a gestire la sua eredità artistica ha la missione di incoraggiare lo sviluppo e l’innovazione delle arti, ed è tra le istituzioni che erogano i maggiori finanziamenti a giovani artisti negli Stati Uniti.

Personaggio inconfondibile e controverso, Andy Warhol rimane ancora oggi una figura unica di artista multiforme e rivoluzionario, caposcuola non solo di un nuovo stile artistico, ma di una nuova concezione dell’opera d’arte come prodotto riproducibile, e dell’artista come promotore e imprenditore di se stesso e di altri colleghi, personaggio famoso tanto quanto i molti divi ritratti nelle sue opere. Come disse la sociologa Camille Paglia, «L’avanguardia è morta, e l’ha uccisa il mio eroe, Andy Warhol, che ha incorporato nella sua arte tutto lo sgargiante impatto visivo della pubblicità commerciale, che fino allora gli artisti avevano ostinatamente disprezzato».