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dell'Astrologa Martina   

 

 

Il Castello Reale di Varsavia città natale di Marie Curie in un photochrome di fine Ottocento. (foto Library of Congress) Pierre e Marie Curie nel loro laboratorio di Parigi. (foto Polish Chemical Society) L'ambulanza radiologica nota come Petite Curie ideata da Madame Curie durante la Prima Guerra Mondiale. (foto Curieuses Histoires)

L'Istitut du Radium a Parigi diretto dalla Curie dal 1914 al 1934. (foto Musée Curie) Gli scienziati di fama mondiale riuniti a Bruxelles per il Quinto Congresso Solvay nel 1927. (foto Pubblico Dominio) Marie Curie nello suo studio all'Istitut du Radium. (foto Musée Curie Collection ACJC)

La sala del Musée Curie dedicata ai quattro Premi Nobel della famiglia, da sinistra Pierre, Marie, la loro figlia Iréne e suo marito Frédéric Joliot. (foto Musée Curie) La sistemazione originale dell'ufficio di direzione dell'Istitut du Radium oggi sala del museo. (foto Uriel Chantraine/Musée Curie)

Il laboratorio di chimica di Marie Curie. (foto Jérémy Mathur/Musée Curie) I busti in bronzo di Pierre e Marie nel giardino dell'Istitut du Radium. (foto Musée Curie) Una sala del Maria Sklodowska-Curie Museum di Varsavia. (foto Polish Chemical Society)

Il libro autobiografico di Marie Curie pubblicato da Castelvecchi nel 2017. La vita di Madame Curie raccontata dalla figlia Eve, Rizzoli 2020. L'attrice polacca Karolina Gruszka nel ruolo della scienziata in una scena del film Marie Curie diretto da Marie Noelle nel 2016, dvd EuroVideo Medien GmbH.

Scorpione, segno zodiacale di nascita di Marie Curie. Capricorno, segno zodiacale ascendente della grande scienziata.

C’è una fotografia che per gli appassionati di scienza, e in particolare di fisica e chimica, è probabilmente la più memorabile della storia, e incute soggezione ancora oggi. Si tratta della foto di gruppo scattata nel parco Leopold, a Bruxelles, in occasione del Quinto Congresso Solvay, tenutosi dal 24 al 29 ottobre 1927.

Nella foto appaiono insieme, forse per l’unica volta, i più grandi scienziati del Novecento, da Albert Einstein a Max Planck, da Niels Bohr a Erwin Schrödinger, da Werner Heisenberg a Wolfgang Pauli e Paul Dirac. In quel consesso irripetibile, che includeva 17 Premi Nobel, c’era una sola donna, e c’era una sola persona che aveva vinto il prestigioso premio in due diverse discipline, appunto fisica e chimica. Si trattava della stessa persona, l’allora sessantenne Marie Skłodowska Curie. Nata il 7 novembre del 1867 a Varsavia, nella Polonia all’epoca incorporata nell’impero russo, Marie era figlia di due insegnanti. In particolare il padre, Wladislaw, professore di matematica emarginato dagli occupanti russi per i suoi sentimenti patriottici, introdusse i figli e in particolare la brillante Maria agli studi scientifici.

Finché rimase in Polonia, dove le donne non erano ammesse a frequentare corsi universitari regolari, Marie dovette istruirsi nelle sue materie favorite seguendo corsi non ufficiali, mentre si manteneva lavorando come governante presso famiglie facoltose. Il matrimonio della sorella maggiore e il suo trasferimento in Francia le diedero nel 1891 l’occasione di raggiungerla a Parigi e di iscriversi finalmente alla facoltà di fisica della Sorbona. Una volta laureatasi, conobbe Pierre Curie, titolare di una cattedra alla Scuola Superiore di fisica e chimica industriale; grazie a lui poté condurre le sue ricerche nei laboratori dell’istituto e, dopo alcuni anni durante i quali Marie comprese la vanità delle sue speranze di trovare lavoro in Polonia, i due si sposarono nell’estate del 1895.

Erano anni di grande fermento nel campo della chimica e della fisica: le scoperte dei raggi X e dell’emissione di misteriose radiazioni da parte dell’uranio colpirono Marie e poi anche Pierre, e li indussero a studiare sistematicamente il fenomeno che loro stessi battezzarono radioattività. Le loro ricerche condussero alla scoperta di elementi chimici allora sconosciuti, che furono chiamati Radio e Polonio, quest’ultimo in onore della patria cui Marie continuava a sentirsi fortemente legata e che avrebbe continuato a visitare negli anni senza mai tornare a viverci.

Questi successi nel 1903 valsero a entrambi il Premio Nobel per la Fisica, diviso con Henri Becquerel, il primo scopritore della radioattività dell’uranio. Nel 1906 Pierre morì travolto da una carrozza, lasciando Marie e le due figlie; la sua cattedra alla Sorbona fu offerta a Marie, che fu la prima donna a ottenere una tale posizione e proseguì da sola e con rinnovata dedizione l’attività di ricerca che aveva diviso col marito. Onorata nel 1911 col Premio Nobel per la Chimica, fu la prima persona in assoluto a ottenerne due in discipline diverse.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Marie Curie sviluppò un apparecchio portatile per le radiografie che poteva essere utilizzato nelle difficili condizioni di guerra, e che consentì ai medici militari francesi di salvare molte vite. La Francia, tuttavia, anche a causa della sua origine polacca, mancò a lungo di offrirle i riconoscimenti pubblici che le venivano accordati all’estero, e fu solo nel 1921, quando Marie stava per essere ricevuta alla Casa Bianca, che le venne offerta la Legion d’Onore, che la ricercatrice rifiutò con decisione.

Dotata di un’incrollabile fiducia nel valore del suo lavoro e di una perseveranza che le consentì di superare lo scetticismo dell’epoca verso una scienziata donna e le molte difficoltà che dovette affrontare, Marie Curie, se nella vita privata era sobria e austera, priva di interesse per il denaro e i piaceri materiali della vita, d’altra parte si dimostrò capace di impiegare la notorietà internazionale e l’immagine pubblica che i suoi successi le avevano fruttato per raccogliere fondi e per promuovere l’importanza della ricerca scientifica. Spesso, quando in un’intervista le venivano poste domande personali, rispondeva «Nella scienza, contano le idee, non le persone».

Per intensificare le ricerche nel settore della radioattività fondò l’Istituto del Radio, che oggi si chiama semplicemente Istituto Curie e si occupa di medicina e biologia, che furono i campi in cui Marie cercò sempre di applicare la radioattività, fin da quando insieme a Pierre scoprì che le radiazioni potevano distruggere i tessuti cancerosi.

Nata con il Sole nel segno dello Scorpione e l'ascendente in Capricorno, Marie Curie incarnava gli aspetti caratteriali salienti di chi presenta questo transito nella carta astrale: intelligente, forte, combattiva, tenace, rigorosa, ambiziosa, proiettata verso obiettivi elevati. Luna in Pesci, in esaltazione, la rendeva intuitiva, precorritrice dei tempi, incline a interrogarsi sul senso profondo dalla vita, introversa ma sicura di sé.  

Marte nel Segno di nascita, in domicilio e quindi espresso al massimo, garantiva grande energia, forza di volontà, audacia e capacità di lottare per affermare le proprie idee. Mercurio in Sagittario ampliava gli orizzonti intellettuali e favoriva l'apertura mentale verso nuove conoscenze, Venere in Scorpione metteva in risalto il coraggio, la perseveranza, la forza d'animo, la passione per il lavoro.

Giove in Acquario accresceva la curiosità e l'attitudine per la ricerca assicurando il successo in campo professionale, aspetto questo potenziato da Saturno in Scorpione; Nettuno in Ariete, infine conferiva potenza all'ingegno e incrementava la passione per la sperimentazione e il progresso. Ironicamente, furono proprio gli effetti biologici della radioattività a causare la morte di Marie Curie. Colpita da anemia dovuta alle radiazioni, morì il 4 luglio del 1934, e fu sepolta accanto a Pierre, prima che entrambi, oltre sessant’anni dopo, fossero traslati nel Pantheon per aver tanto onorato la Francia in campo scientifico.

Nella biografia che pubblicò sulla vita del marito Pierre dopo la sua morte, scrisse una frase che riassume forse la sua filosofia di vita: «Non si può sperare di costruire un mondo migliore senza migliorare le persone. Per questo ognuno di noi deve lavorare per migliorare se stesso, e allo stesso tempo condividere la responsabilità dell’umanità intera».