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I vigneti nella campagna di Vezza d'Alba. (foto Comune di Vezza d'Alba)

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La Strada Romantica delle Langhe e Roero e le sue undici tappe

 

a cura della Redazione di Travel Carnet

 

 

 

Undici tappe per 130 chilometri di strade panoramiche: è la Strada Romantica delle Langhe e Roero, che permette di scoprire i vigneti di questo splendido territorio piemontese, prelibatezze gastronomiche come tartufo e nocciole, gemme dell'architettura e borghi storici con le loro antiche tradizioni.

 

tappa 1:

Comune di Vezza d’Alba (353 m s.l.m.)

I vigneti nella campagna di Vezza d'Alba. (foto Comune di Vezza d'Alba) Il Santuario della Madonna dei Boschi. (foto Comune di Vezza d'Alba)

Colline a punta, profonde gole e pareti a picco, le celebri Rocche: è il panorama del Roero, alla sinistra delTanaro. Qui sorge Vezza d’Alba, borgo millenario che ha attraversatoperintero il periodo feudale, come testimoniano i resti del castello, abitato dalla famiglia dei Roero fino al Seicento. Ricordiamo la bellezza barocca della Chiesa di San Bernardino e il Santuario della Madonna dei Boschi, fra la Valle Sanche e la Valle Maggiore. Nel Museo Naturalistico del Roero, infine, sono allestitericostruzioni degli ambienti naturali tipici del territorio.

 

tappa 2:

Comune di Magliano Alfieri (328 m s.l.m.)

Il Castello di Magliano Alfieri luogo d'infanzia di Vittorio Alfieri. (foto Comune di Magliano Alfieri) Plastico di una cascina al Museo d'Arti e Tradizioni Popolari di Magliano Alfieri. (foto Associazione Amici del Castello Alfieri)

Magliano Alfieri riassume in sé la storia del Roero: dall’antichità romana all’epoca feudale, con grandi famiglie a spartirsi il territorio. Qui è il “regno” degli Alfieri che, tra il 1660 e il 1680, fecero edificare il possente castello che domina il centro abitato, nelle cui stanze soggiornò il giovane Vittorio, destinato a diventare uno dei maggiori poeti italiani. Il maniero, custode della Cappella gentilizia del Santo Crocefisso, dal 1986 è di proprietà comunale e ospita l’interessante “Museo d’Arti e Tradizioni Popolari”.

 

tappa 3:

Comune di Neive (309 m s.l.m.)

La cantina dell'Azienda Agricola Castello di Neive dei fratelli Stupino. (foto Castello di Neive) Il Langhe DOC Riesling Castello di Neive. (foto Castello di Neive)

Che Neive faccia parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia” non può stupire: basta ammirare l’impianto medievale del centro storico, con le caratteristiche case dai tetti rossi che si affacciano sui vicoli, addossate le une alle altre. Poi, ecco sorgere altre antiche testimonianze del passato: la Torre dell’orologio, ultima testimonianza dell’antico castello, la barocca Arcinconfraternita di San Michele con il prezioso portale ligneo, la Casa Cotto con i suoi pregevoli soffitti e caminetti del XIII secolo. Fuori dell’abitato, poi, lungo il torrente Tinella, sulla strada per Mango, un artistico campanile romanico si eleva tra le campagne ad annunciare la suggestiva Chiesa di Santa Maria del Piano.

 

tappa 4:

Comune di Treiso (410 m s.l.m.)

Il sito delle Rocche dei Sette Fratelli nei pressi di Treiso. (foto Strada Romantica delle Langhe e Roero) Le viti per la produzione di Barbaresco a Treiso. (foto Comune di Treiso)

Probabilmente a Treiso (dal latino Terzius) era sita la pietra del terzo miglio della strada romana “Magistra Langarum” - che da Alba Pompeia conduceva nella Provenza francese - di cui rimangono alcuni frammenti fra queste colline, dove nacque l'imperatore romano Publio Elvio Pertinace. Oltre alla Chiesa della Beata Vergine Assunta, in stile barocco classicheggiante, intorno al paese sorgono numerose cappelle campestri e il monumento in ricordo degli eroi della Resistenza. In autunno sulle colline di Treiso, Neive e Barbaresco si vendemmia il Nebbiolo da Barbaresco, da cui il celebre vino Barbaresco.

 

tappa 5:

Comune di Trezzo Tinella (341 m s.l.m.)

Il monumento alla Donna di Langa a Trezzo Tinella in località Piansarìn. (foto Severino Marcato/Comune di Trezzo Tinella) La Parrocchiale di Sant'Antonio Abate nel cuore del paese. (foto Comune di Trezzo Tinella)

Al confine fra Langhe e Monferrato, Trezzo Tinella è un minuscolo borgo incastonato tra i boschi, custode di una delle viste più spettacolari sull’intero territorio. Dal Boscasso lo scenario dell’anfiteatro delle catene montuose che si rincorrono tra Valle d’Aosta e Liguria è bilanciato dalle immagini di infiniti paesini che appaiono nel pianoro. Qui si celebra la donna di Langa e il suo ruolo nella storia di questi paesi con un monumento - sito in località Piansarìn - assai amato dagli abitanti delle Langhe. In paese sono interessanti la Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, tipica costruzione neoclassica piemontese con volta a botte, e la Cappella di Sant’Anna ai Fiori.

 

tappa 6:

Comune di Benevello (671 m s.l.m.)

La Chiesa di San Pietro in Vincoli e il Castello nel centro storico di Benevello. (foto Strada Romantica delle Langhe e Roero) Particolare dell'affresco del pittore Luigi Carbone conservato in San Pietro in Vincoli a Benevello. (foto Luigi Carbone)

Con Benevello entriamo nel territorio dell’Alta Langa, belvedere naturale sul territorio circostante: da qui lo sguardo spazia sulla piana albese e sui morbidi profili della Bassa Langa, fino a perdersi sull’incombente catena delle Alpi Marittime. Il centro storico di Benevello ha il suo nucleo nella piazza, su cui si affaccia il castello, probabilmente eretto intorno al 1100. Ancora oggi è il fulcro dell'intero centro storico, insieme alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, che ospita il grande affresco che raffigura la Langa, opera recente del pittore Luigi Carbone.

 

tappa 7:

Comune di Sinio (357 m s.l.m.)

Veduta aerea dell'abitato di Sinio. (foto Comune di Sinio) Il Barbaresco e il Barolo dell'Azienda Vinicola Rivetto di Sinio località Lirano. (foto Rivetto)

Nella terra del Dolcetto e del Barolo sorge Sinio, tra colline e vigneti che regalano armonia e quiete. L’antico borgo, di origine medievale, ha un concentrico “a scudo araldico”, conformazione urbana non comune nelle Langhe, in cui tre vie interne parallele vengono congiunte trasversalmente da un’unica via e dalla piazza, su cui si affaccia la Chiesa di San Frontiniano. A dominare il borgo è il castello, di fronte al quale sorge la Cappella di San Sebastiano. La seicentesca Chiesa della Madonna Annunziata ospita il Teatro comunale di Sinio.

 

tappa 8:

Comune di Cissone (661 m s.l.m.)

L'ex Chiesa Confraternita dei Disciplinati a Cissone. (foto Comune di Cissone) La facciata della Chiesa di Santa Lucia a Cissone. (foto Comune di Cissone)

Il borgo di Cissone domina la valletta selvaggia scavata dal torrente Riavolo e coperta di boschi, percorsi da numerosi sentieri. L’origine romana del borgo sembra confermata dalla stele funeraria oggi conservata nei locali del Municipio. La piazza centrale del paese, racchiusa tra la Confraternita dei Disciplinati (al cui interno si trova l'originale altare barocco), il Palazzo Municipale e la Parrocchiale, è dominata scenograficamente dalla Chiesa dedicata a Santa Lucia, che ad una facciata imponente contrappone un interno particolarmente raccolto, ricco di testimonianze di secoli di devozione popolare.

 

tappa 9:

Comune di Murazzano (739 m s.l.m.)

Il vecchio Mulino sul Belvedere di Murazzano luogo letterario di Beppe Fenoglio. (foto Parco Letterario Murazzano) Il formaggio grasso a pasta fresca prodotto tipico di Murazzano. (foto Comune di Murazzano)

Murazzano è definito “scudo e chiave del Piemonte” per la sua posizione strategica. La sua torre, alta trentatré metri, perfettamente quadrata, costruita con muri imponenti di ottima pietra, è la meglio conservata fra le tante torri che punteggiavano le colline dell’Alta Langa, con funzione di avvistamento in un’epoca di frequenti scorrerie saracene. D’interesse il Santuario della Madonna di Hal - con l’attigua Porta di Buzignano che delimitava l’antico abitato - e la Chiesa di San Lorenzo. Da segnalare anche il magnifico Palazzo Tovegni, in stile eclettico con due abbaini liberty. Una curiosità è il mulino a vento, originaria torre poi riconvertita per la macina delle granaglie.

 

tappa 10:

Comune di Mombarcaro (896 m s.l.m.)

La campagna nei pressi di Mombarcaro. (foto Comune di Mombarcaro) Una sala del Museo Storico Etnografico di Mombarcaro. (foto Comune di Mombarcaro)

Mombarcaro deriva il suo nome dal latino mons (monte) e barcari (barbarizzato, da barche), il monte da cui si scorgevano velieri e grosse barche. Un nome emblematico per la “vetta delle Langhe”: da qui lo sguardo spazia dalle cime delle Alpi Marittime fino alle nevi perenni del Monte Rosa. Di interesse il Museo Storico Etnografico, la Chiesa di San Rocco - con la “Cavalcata dei vizi” e i pregevoli affreschi di Antonino Ocello da Ceva - e il Santuario della Madonna delle Grazie (località San Luigi). Sono però i dintorni di Mombarcaro a stupire: la sua campagna rigogliosa è punteggiata di piloni votivi e di minuscoli borghi.

 

tappa 11:

Comune di Camerana (525 m s.l.m.)

La Chiesa di San'Antonio in frazione Contrada a Cissone. (foto Comune di Camerana) Il Brut Millesimato Cesare Pavese Alta Langa Docg della Cantina Sociale Vallebelbo. (foto Vallebelbo)

Camerana, a ridosso della Valle Bormida e dall’Alta Valle Belbo, è costituita da una serie di borgate adagiate su un’ampia conca del fondovalle lungo la Bormida. Incastonato fra rigogliosi boschi - la Selva Pallarea e il bosco del Foresto - il pianoro si protende verso la Valle Belbo fino al capoluogo, il borgo di Villa, annunciato dallo svettare dell’antica torre, unico baluardo superstite di un antico maniero.

 

www.langheroero.it

 

www.stradaromantica.com