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Il prestigioso museo di New York
celebra la ricorrenza con una mostra spettacolare 

di Eugenia Sciorilli    

 

Dopo un lungo periodo di lockdown provocato dall'emergenza sanitaria e durato più di cinque mesi, il Metropolitan Museum of Art di New York ha riaperto le sue porte al pubblico il 29 agosto scorso con una spettacolare mostra-evento, che rende omaggio ai suoi 150 anni di vita.

Questo eccezionale percorso espositivo s'intitola "Making The Met, 1870-2020" e può essere visitato fino al 3 gennaio 2021; organizzato da Andrea Bayer con Laura D.Corey e la collaborazione di oltre 200 membri dello staff, è stato realizzato dalla Iris & B. Gerald Cantor Foundation ed è accompagnato da un magnifico catalogo disponibile per l'acquisto online da The Met Store.

All'origine della nascita del Met troviamo una vampata di ottimismo dopo la guerra civile americana, quando un gruppo di leader civici, uomini d'affari e artisti si uniscono per fondare un museo d'arte nella città di New York. Si tratta di un'idea grandiosa, ma senza neppure un edificio, né opere d'arte o personale. A distanza di 150 anni, il museo custodisce oggi più di un milione e mezzo di opere d'arte sparse in circa 180.000 metri quadrati. 

Le prime acquisizioni comprendono reperti archeologici dall'isola di Cipro, dipinti americani, sculture precolombiane, strumenti musicali e armature di tutto il mondo, e sono ospitate in due edifici prima che venga inaugurata la sua sede permanente a Central Park nel 1880. L'anno precedente, nel 1879, viene nominato primo direttore del museo un archeologo e patriota italiano naturalizzato statunitense, il conte piemontese Luigi Palma di Cesnola, che conserverà questo incarico fino alla sua morte, avvenuta nel 1904.

La mostra è stata suddivisa in dieci sezioni cronologiche attorno a un asse centrale, chiamato The Street, che offre scorci sull'architettura interna del Metropolitan Museum e, eccezionalmente, su Central Park. La prima sezione, The Founding Decades, riporta i visitatori ai primi anni del museo, mentre la seconda sezione, Art for All, mette in luce tre collezioni - strumenti musicali, tessuti, stampe e disegni - e i loro curatori visionari, Frances Morris e William Ivins.

La terza sezione, Princely Aspirations, presenta oggetti apprezzati per la loro rarità e bellezza che sono stati donati al Met da magnati dell'Età dell'Oro, come Benjamin Altman e Collis Huntington. Il fulcro della quarta sezione, Collecting through Excavation, riguarda la sponsorizzazione di scavi archeologici che risale al lontano 1906, dapprima in Egitto e successivamente in diverse località del Medio Oriente, come mezzo per studiare e raccogliere oggetti del mondo antico e medievale.  La raccolta tramite scavo si concentrerà sugli anni '20 e '30, quando una politica di “partage” consente al museo di trattenere una parte del materiale di scavo, ampliando notevolmente il suo patrimonio archeologico.

La quinta sezione, Creating a National Narrative, coincide con l'inaugurazione dell'American Wing, creata nel 1924 grazie a una straordinaria coppia di mecenati, Robert ed Emily de Forest. La sesta sezione, Visions of Collecting, è invece dedicata al generoso lascito di Louisine e Henry Osborne Havemeyer, che include capolavori di Degas, Manet, Courbet, Cassatt, Monet e Cézanne, e che ha permesso al Met di diventare uno dei musei più prestigiosi del mondo.

La settima sezione, Reckoning with Modernism, coinvolge la fervida attività di un celebre collezionista nella prima metà del ventesimo secolo, Alfred Stieglitz, che ha rafforzato l'impegno del museo con l'arte moderna attraverso due importanti donazioni di fotografia e il suo successivo lascito di pittura, scultura e opere moderniste americane ed europee. L'ottava sezione, Fragmented Histories, è incentrata sull'impatto del secondo conflitto mondiale e sull'etica del collezionismo in tempo di guerra.  

Le ultime due sezioni della mostra sono dedicate al secondo dopoguerra, fino ai nostri giorni. The Centennial Era vuole rievocare il periodo inaugurato nel 1970, in coincidenza con le celebrazioni per il centenario del Met, quando si è sviluppato un maggiore impegno per l'arte non occidentale e contemporanea. Infine, la sezione conclusiva, Broadening Perspectives, propone una selezione di splendide acquisizioni degli ultimi tre decenni che tendono ad espandere la portata globale della collezione, anche attraverso categorie artistiche trascurate dalle generazioni precedenti. In ultima sintesi, una visione per il futuro del museo alimentata dal direttore Max Hollein, che si focalizza sull'interconnessione delle culture.



www.metmuseum.org/150