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Il prestigioso museo di New York
celebra la ricorrenza con una mostra spettacolare 

di Eugenia Sciorilli    

 

Folla nel giorno dell'inaugurazione del museo. (foto Met Museum) La facciata del museo su Central Park, 1893. (foto Library of Congress/J.S.Johnston) L'ingresso sulla Fifth Avenue nel 1903. (foto Library of Congress/Detroit Publishing Co.)

Veduta d'insieme della Sala Statuaria nel 1907. (foto Library of Congress/Detroit Publishing Co.) La mostra temporanea Greek Athletics allestita nel 1941 per il Junior Museum. (foto Met Museum) L'ippopotamo William, statuetta mascotte non ufficiale del museo, reperto egizio in faience del Medio Regno proveniente dalla Tomba di Senbi a Meir. (foto Met Museum)

L'immagine riassuntiva realizzata per la celebrazione dei 150 anni. (foto Met Museum) Una sala del percorso espositivo Making the Met. (foto Met Museum) Ceramista messicano denominato Maestro Vasaio A, Bacino in terracotta invetriata di stagno – 1650 circa. (foto Met Museum) Augustus Saint Gaudens, La vittoria, 1892-1903. (foto Met Museum)

Gli inconfondibili vasi in vetro iridescente e multicolore di Louis Comfort Tiffany, fine Ottocento. (foto Met Museum) Esposizione di teiere nella New British Gallery. (foto Met Museum) Strumenti musicali da fanfara nella sezione musicale tra le più ricche del mondo. (foto Met Museum)

La facciata del Met come appare oggi. (foto Met Museum)

 

Dopo un lungo periodo di lockdown provocato dall'emergenza sanitaria e durato più di cinque mesi, il Metropolitan Museum of Art di New York ha riaperto le sue porte al pubblico il 29 agosto scorso con una spettacolare mostra-evento, che rende omaggio ai suoi 150 anni di vita.

Questo eccezionale percorso espositivo s'intitola "Making The Met, 1870-2020" e può essere visitato fino al 3 gennaio 2021; organizzato da Andrea Bayer con Laura D.Corey e la collaborazione di oltre 200 membri dello staff, è stato realizzato dalla Iris & B. Gerald Cantor Foundation ed è accompagnato da un magnifico catalogo disponibile per l'acquisto online da The Met Store.

All'origine della nascita del Met troviamo una vampata di ottimismo dopo la guerra civile americana, quando un gruppo di leader civici, uomini d'affari e artisti si uniscono per fondare un museo d'arte nella città di New York. Si tratta di un'idea grandiosa, ma senza neppure un edificio, né opere d'arte o personale. A distanza di 150 anni, il museo custodisce oggi più di un milione e mezzo di opere d'arte sparse in circa 180.000 metri quadrati. 

Le prime acquisizioni comprendono reperti archeologici dall'isola di Cipro, dipinti americani, sculture precolombiane, strumenti musicali e armature di tutto il mondo, e sono ospitate in due edifici prima che venga inaugurata la sua sede permanente a Central Park nel 1880. L'anno precedente, nel 1879, viene nominato primo direttore del museo un archeologo e patriota italiano naturalizzato statunitense, il conte piemontese Luigi Palma di Cesnola, che conserverà questo incarico fino alla sua morte, avvenuta nel 1904.

La mostra è stata suddivisa in dieci sezioni cronologiche attorno a un asse centrale, chiamato The Street, che offre scorci sull'architettura interna del Metropolitan Museum e, eccezionalmente, su Central Park. La prima sezione, The Founding Decades, riporta i visitatori ai primi anni del museo, mentre la seconda sezione, Art for All, mette in luce tre collezioni - strumenti musicali, tessuti, stampe e disegni - e i loro curatori visionari, Frances Morris e William Ivins.

La terza sezione, Princely Aspirations, presenta oggetti apprezzati per la loro rarità e bellezza che sono stati donati al Met da magnati dell'Età dell'Oro, come Benjamin Altman e Collis Huntington. Il fulcro della quarta sezione, Collecting through Excavation, riguarda la sponsorizzazione di scavi archeologici che risale al lontano 1906, dapprima in Egitto e successivamente in diverse località del Medio Oriente, come mezzo per studiare e raccogliere oggetti del mondo antico e medievale.  La raccolta tramite scavo si concentrerà sugli anni '20 e '30, quando una politica di “partage” consente al museo di trattenere una parte del materiale di scavo, ampliando notevolmente il suo patrimonio archeologico.

La quinta sezione, Creating a National Narrative, coincide con l'inaugurazione dell'American Wing, creata nel 1924 grazie a una straordinaria coppia di mecenati, Robert ed Emily de Forest. La sesta sezione, Visions of Collecting, è invece dedicata al generoso lascito di Louisine e Henry Osborne Havemeyer, che include capolavori di Degas, Manet, Courbet, Cassatt, Monet e Cézanne, e che ha permesso al Met di diventare uno dei musei più prestigiosi del mondo.

La settima sezione, Reckoning with Modernism, coinvolge la fervida attività di un celebre collezionista nella prima metà del ventesimo secolo, Alfred Stieglitz, che ha rafforzato l'impegno del museo con l'arte moderna attraverso due importanti donazioni di fotografia e il suo successivo lascito di pittura, scultura e opere moderniste americane ed europee. L'ottava sezione, Fragmented Histories, è incentrata sull'impatto del secondo conflitto mondiale e sull'etica del collezionismo in tempo di guerra.  

Le ultime due sezioni della mostra sono dedicate al secondo dopoguerra, fino ai nostri giorni. The Centennial Era vuole rievocare il periodo inaugurato nel 1970, in coincidenza con le celebrazioni per il centenario del Met, quando si è sviluppato un maggiore impegno per l'arte non occidentale e contemporanea. Infine, la sezione conclusiva, Broadening Perspectives, propone una selezione di splendide acquisizioni degli ultimi tre decenni che tendono ad espandere la portata globale della collezione, anche attraverso categorie artistiche trascurate dalle generazioni precedenti. In ultima sintesi, una visione per il futuro del museo alimentata dal direttore Max Hollein, che si focalizza sull'interconnessione delle culture.



www.metmuseum.org/150