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di Eugenia Sciorilli    

 

Come gli appassionati d'arte hanno potuto amaramente constatare, anche il panorama espositivo in Italia e nel mondo  è stato ampiamente penalizzato dall'emergenza sanitaria del Covid19. Due buone notizie, però, arrivano da Napoli e Abano Terme (Padova), dove due mostre ricche di capolavori, e ospitate in affascinanti contesti architettonici, saranno inaugurate nella stagione autunnale.


Napoli Liberty. N’aria ‘e primmavera

Napoli, Palazzo Zevallos Stigliano.

Dal 25 settembre 2020 al 24 gennaio 2021

Giuseppe De Curtis, Sogno a Venezia – 1890. (foto Claudio Giusti/Collezione Intesa Sanpaolo) Gustavo Nacciarone, Clara prima delle nozze – 1892. (foto Claudio Giusti/Collezione Intesa Sanpaolo) Vincenzo Caprile, Elena del Montenegro Principessa di Napoli – 1899. (foto Claudio Giusti/Collezione Intesa Sanpaolo) Vincenzo Migliaro, Seduzioni – 1906. (foto Napoli Collezione privata/Artslife)

Felice Casorati, Persone – 1910. (foto Enrico Gallerie d'Arte/Artslife) Leopoldo Metlicovitz, Ambito italiano, Manifesto pubblicitario E. & A.Mele & Ci – 1909-1910. (foto Direzione regionale Musei Veneto/Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) Manifattura Ascione, Collier oro e corallo – 1909. (Emilio Pinto/Museo Ascione)

Un elegante palazzo di Via Toledo, trasformato da sede bancaria a sede museale di Intesa Sanpaolo, presenta nelle sue sale un percorso espositivo a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca con più di settanta opere, tra dipinti, sculture, gioielli e manifatture varie, che mette in luce la diffusione dello stile modernista e i suoi caratteri originali a Napoli nel periodo che va dal 1889 al 1915 (la Belle Èpoque, per intenderci).

La prima sala è dedicata ai dipinti del soggiorno a Napoli di Felice Casorati, che preludono, nelle sale successive, alle opere dei protagonisti di quel movimento d’avanguardia, denominato Secessione dei 23, nato a partire dal 1909 per iniziativa di vari artisti. Uno spazio significativo viene riservato alle arti applicate che, durante la stagione del Liberty, s’integra con le arti maggiori in una prospettiva di produzione moderna nella nuova era del consumo. 

Esposte anche manifatture di altissimo pregio, nel settore dell’oreficeria preziosa e delle manifatture delle pietre dure (corallo, madreperla e tartaruga), genere in cui Napoli  si aggiudica un primato in Europa, grazie anche all'attività della Scuola del Corallo di Torre del Greco, che si distingue per una lavorazione raffinata, eclettica e moderna delle pietre dure. Il catalogo della mostra è edito da Skira.

www.gallerieditalia.com


6/900 Da Magnasco a Fontana. Dialogo tra Collezioni

Abano Terme (Padova), Museo Villa Bassi Rathgeb.

Dal 17 ottobre 2020 al 5 aprile 2021

Tommaso Porta, Tentazioni di Cristo. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Evaristo Baschenis, Strumenti musicali. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Moretto da Brescia, Ritratto di Federico Martinengo. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Giacomo Antonio Ceruti detto il Pitocchetto, Il mendicante. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci)

Alessandro Magnasco, Il vecchio mulino. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Gino Severini, Natura morta. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Fausto Pirandello, Bagnanti. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci)

Adolfo Wildt, La concezione. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Emilio Morlotti, Rocce. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci) Bertozzi & Casoni, Composizione. (foto Museo Villa Bassi Rathgeb/Studio Esseci)

Moretto da Brescia vis a vis con De Chirico, Baschenis e Van Beyeren con Soffici, Severini, Melotti, Guttuso, Parmiggiani o Dorazio. Magnasco con de Pisis, Morlotti, Fontana… Questa mostra promossa dal Comune di Abano Terme offre spunti, stimoli, emozioni infinite, cui concorre anche il “contenitore”, ovvero la villa-museo, con i suoi affreschi, stucchi, arredi.

Le due curatrici, Virginia Baradel e Mariella Gnani, hanno scelto di “entrare con il passo dell’amatore” nelle collezioni Rossi Rathgeb e Merlini. 

La prima collezione, formata da tre generazioni di notabili bergamaschi, Alberto Rathgeb, Giuseppe Bassi Rathgeb e Roberto Bassi Rathgeb, venne donata da quest’ultimo al Comune veneto celebre per le cure termali, cui era legato da lunga frequentazione. Una collezione eclettica con opere riconducibili alla vocazione familiare rivolta al ‘600-‘800 lombardo che annovera inoltre sculture e reperti archeologici, argenti, mobili e arredi. Assai nota e celebrata è la collezione di arte contemporanea di Giuseppe Merlini formata da una galleria così ampia e cospicua di pezzi da prestarsi a instaurare dialoghi e corrispondenze inedite con opere e luoghi di altre epoche.

Pur nell’evidente diversità, le due collezioni sono state formate entrambe con opere dettate dal gusto personale dei collezionisti e dai rapporti di stima e, spesso, di amicizia intrattenuti con gli artisti. Il percorso si snoda attraverso tre sezioni che prendono spunto da tre generi, Ritratto, Natura morta e Paesaggio.

www.museovillabassiabano.it