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di Eugenia Sciorilli    

 

 

 

Veduta aerea della città con la sua rete di canali e ponti. (foto Robert de Jong/National Service for Archaelogy, Cultural Landscape and Monuments/Unesco) L'imponente facciata del Grachten Museum progettato nel XVII secolo da Philips Vingboons a Herengracht 386. (foto Grachten Museum) Il grande plastico della città in una sala del museo. (foto Grachten Museum)

Ricostruzione degli edifici con affaccio sui canali. (foto Grachten Museum) L'House Boat Museum ancorato in Prinsengracht. (foto House Boat Museum Amsterdam) Una tipica casa galleggiante fornita di ogni confort. (foto Turismo Olandese)

Il famoso Bloemenmarkt, mercato dei fiori sul Singel Canal. (foto Arjan Almekinders/Turismo Olandese) Un battello da crociera lungo i canali. (foto Turismo Olandese) Piccola imbarcazione da crociera nei pressi del Magere Brug. (foto I Amsterdam)

L'illuminazione serale del Magere Brug, il Ponte Magro. (foto Turismo Olandese) Una suggestiva proiezione durante l'annuale Amsterdam Light Festival. (foto Turismo Olandese)

Dieci anni fa, nell’agosto 2010, i canali di Amsterdam costruiti nel 17esimo secolo sono entrati a far parte del Patrimonio dell’Umanità. L’Unesco ha riconosciuto l’eccezionale valore universale dei canali che solcano il centro storico della capitale olandese, sottolineando il fatto che si tratta di “un capolavoro di ingegneria idraulica, pianificazione urbana e programma razionale di costruzione e architettura borghese”.

La cintura d’acqua a cerchi concentrici che avvolge il tessuto urbano di una delle piu belle città europee nasce tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 come progetto per una nuova città portuale. Da villaggio di pescatori, Amsterdam si era a quel tempo notevolmente sviluppata, trasformandosi in florida città di mercanti, e si avvertiva dunque l’esigenza di ampliare l’estensione urbana, prosciugando la palude e utilizzando un sistema di canali ad archi concentrici. Si sarebbe rivelato, come gli esperti dell’Unesco evidenziano, come un modello di pianificazione urbana che sarebbe servito da punto di riferimento in tutto il mondo fino al 19esimo secolo.

Un insieme unico e innovativo, su larga scala ma omogeneo. Sullo sfondo, l’espansione in terra olandese di di una cultura umanista e tollerante legata alla Riforma calvinista, senza trascurare il fatto che il commercio marittimo stava offrendo una straordinaria ricchezza agli abitanti dì Amsterdam. In tale contesto storico i canali del secolo d’oro olandese non sono soltanto un capolavoro d’ingegneria, ma anche la testimonianza di un grande sviluppo sociale e culturale in quella che veniva riconosciuta come la capitale economica del continente europeo. Oggi, a distanza di quattro secoli, quella rete di canali sopravvive nella sua interezza, con i suoi vecchi terrapieni e gli allineamenti storici delle magnifiche facciate che si affacciano sull’acqua. Gli edifici dalla forma architettonica più affascinante si ergono su tre canali: l’Herengracht, il Keizersgracht e il Prinsengracht. Questi stessi canali formano il cosiddetto anello storico, il Grachtengordel.

A illustrare la storia dei canali di Amsterdam è un museo, la Grachtenhuis, mentre sono numerosi i giri turistici in battello. Strabiliante il colpo d’occhio sulle splendide facciate delle case nel tratto dell’Herengracht situato tra Leidsestraat e Vijzelstraat.

 

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