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Una città un libro: Tbilisi
“L’ottava vita” di Nino Haratischwili (Marsilio)

 


Un giro nella capitale della Georgia,
dove due continenti s’incontrano

 

Testo e foto di Bruga   

 

Panoramica del centro moderno attraversato dal fiume Mtkvari. (foto Bruga) Il Ponte della Pace, opera dell'architetto ferrarese Michele De Lucchi inaugurato nel 2010. (foto Bruga) Particolare della struttura in acciaio e vetro del Ponte della Pace. (foto Bruga)

I due tubolari in acciaio dell'edificio multifunzionale nel Rhike Park, progetto di Massimiliano Fuksas. (foto Bruga) L'ingresso al Musical Theatre Hall, cineteatro di 900 metri quadri. (foto Bruga) Il Tblisi Public Service Hall, spazio pubblico ideato da Massimiliano e Doriana Fuksas. (foto Bruga)

La cupola in vetro e acciaio del Palazzo Presidenziale. (foto Bruga) Le antiche terme nello storico quartiere di Abanotubani. (foto Bruga) Gioiello in oro proveniente dalla Colchide e conservato nel Museo Nazionale Georgiano. (foto Bruga)

La sezione dei crimini sovietici allestita al Museo Nazionale Georgiano. (foto Bruga) La funivia, mezzo di collegamento tra il centro città e la fortezza di Narikala. (foto Bruga) Particolare della gigantesca statua della Kartlis Deda, la Madre Georgia. (foto Bruga)

La colonna in granito sovrastata dalla statua di San Giorgio al centro della Piazza della Libertà. (foto Bruga) Decorazione a mosaico di una spa nel centro storico. (foto Bruga) Spettacolo di danza folkloristica. (foto Bruga)

L'illuminazione notturna del Ponte della Pace. (foto Bruga) La fontana nelle immediate vicinanze del Ponte della Pace. (foto Bruga)

 

Il romanzo di Haratischwili nella traduzione di Giovanna Agabio, Marsilio 2020.Questo romanzo del 2014, uscito in lingua tedesca a firma della scrittrice e donna di teatro Nino Haratischwili, è ambientato nella Georgia del secolo scorso e in particolare a Tbilisi, la bella capitale dove l’autrice è nata nel 1983.

Un’appassionante saga familiare, una storia di donne, di drammi storici, di amori e di cioccolata calda, che ha avuto grande successo in tutto il mondo e ci può portare – almeno con la fantasia – nel cuore del Caucaso, in attesa di tornare a viaggiare con tranquillità.

Avendo avuto la fortuna di visitare Tbilisi e la Georgia giusto tre anni fa, provo a descrivervi questa moderna capitale, decisamente più europea del resto del paese, anche grazie a una fortissima presenza dell’architettura contemporanea italiana. Senza contare che il sindaco, eletto poco dopo il nostro passaggio e dunque al suo primo mandato, è una vecchia conoscenza degli sportivi del nostro paese: si tratta dell’ex ministro e prima ancora calciatore Kakha Kaladze, per un decennio pilastro della difesa milanista.

Tornando alle nostre archistar, sulle rive del fiume Mtkvari si fanno notare il fantasmagorico Ponte della pace di Michele De Lucchi, autore anche del masterplan del vicino quartiere Rikhe, e due opere di Massimiliano Fuksas: il grande edificio pubblico coperto da undici petali verdi, e la coppia di curiosi edifici tubolari, che contengono rispettivamente un grande auditorium e una sala per esposizioni. 

Non è firmato da un italiano ma è ugualmente bellissimo il Museo Nazionale Georgiano, a poche decine di metri dall’affollata piazza della Libertà, famosa per la colonna alta 35 metri che regge la statua dorata di San Giorgio. Il museo esalta il lontano passato di questa terra, l’antica Colchide del mitico Vello d’oro (ricordate Giasone e Medea?), con centinaia di splendidi gioielli realizzati appunto con questo metallo prezioso. All’ultimo piano riserva invece tutt’altra atmosfera, con la sezione dedicata alle atrocità della dominazione sovietica. Il rapporto con i russi, che da molti decenni vengono qui in vacanza e a comprare il vino (buono ed economico), è pessimo, anche per via di recenti avvenimenti come la secessione di due regioni di confine, sobillate dal regime di Mosca. 

Tbilisi, in tempi normali, offre anche un vivace centro storico con le antiche case ormai in gran parte ristrutturate, edifici religiosi fra i quali prevalgono le chiese ortodosse, e alcune eleganti terme, nelle quali vale la pena di fare un salto. La capitale vanta anche una efficiente metropolitana, la funicolare del parco Mtatsminda e la funivia che collega il centro con la fortezza medievale di Narikala, in cima a una collina sulla quale svetta la gigantesca statua della Kartlis Deda, ovvero la Madre Georgia.  

Come in tutte le capitali, la cucina di Tbilisi è più “turistica” e internazionale che tipica; molti locali offrono in compenso spettacoli di danze folkloristiche. Dopo cena non dimenticate di ripassare sul Ponte della pace, che con la sua illuminazione cangiante e multicolore offre uno spettacolo di luci, parallelo a quelle delle fontane del vicino parco progettato da De Lucchi, proprio sotto il Palazzo presidenziale che ricorda un po’ il Bundestag berlinese.   

 

www.visitgeorgia.ge