Tweet
www.veledicarta.it
A TAvola con lo Chef

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

Ultimi articoli   

 


Un omaggio agli scenari alpini nelle sale di Palazzo Sarcinelli

di Eugenia Sciorilli    

 

Edward Theodore Compton, Paesaggio dolomitico – 1882 circa. (foto Zagabria Moderna Galerija) Francesco Sartorelli, Ave Maria – 1890 circa. (foto Galleria Nuova Arcadia Padova) Napoleone Cozzi, dal taccuino Piccola Cima di Lavaredo – 1898. (foto Società Alpina delle Grazie, Sezione di Trieste del CAI)

Napoleone Cozzi, dal taccuino Prealpi Clautane – 1902. (foto Società Alpina delle Grazie, Sezione di Trieste del CAI) Giovanni Salviati, La Marmolada – 1920 circa. (foto Galleria Nuova Arcadia Padova) Giovanni Salviati, Cime di Lavaredo – 1920 circa. (foto Galleria Nuova Arcadia Padova)

Giovanni Napoleone Pellis, Il viatico in montagna – 1921-1922. (foto Udine Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea) Gabriel Jurkic, Inverno – 1925. (foto Zagabria Moderna Galerija)

Carlo Costantino Tagliabue, Cortina d'Ampezzo – 1928. (foto Galleria Nuova Arcadia Padova) Ugo Flumiani, Grotte di San Canziano. La Grotta Michelangelo – 1932-1933. (foto Società Alpina delle Grazie, Sezione di Trieste del CAI) Ambito italiano, Dolomiti – 1910-1925. (foto Museo Nazionale Collezione Salce Treviso)

Franz Lenhart, Trentino – 1947 circa. (foto Museo Nazionale Collezione Salce Treviso) Franz Lenhart, Cortina – 1947 circa. (foto Museo Nazionale Collezione Salce Treviso) Sandro Bidasio Degli Imberti detto Sabi, Dolomiti – 1949 circa. (foto Museo Nazionale Collezione Salce Treviso)

Può essere raccontata la montagna? Sì, soprattutto attraverso la tavolozza e i pennelli. È quanto intende illustrarci una mostra allestita nelle sale di Palazzo Sarcinelli a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, che resterà aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2020.

Già il titolo, “Il racconto della montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento”, rende chiari gli intenti dei due curatori, Giandomenico Romanelli e Franca Lugato. Accanto alle opere di celebri autori italiani e stranieri che hanno frequentato principalmente le Dolomiti, il percorso espositivo ospita i paesaggi alpini di artisti meno noti. 

In aggiunta ai dipinti, la rassegna presenta una selezione di pubblicistica, cartografia, volumi, stampe, a testimonianza della fortuna e del crescente richiamo che il tema ha assunto nella seconda metà dell’Ottocento. Oltre che importante meta turistica, in linea con una tendenza diffusa in altri paesi europei come la Francia e la Gran Bretagna, la montagna ha rappresentato, infatti, un segno identitario dell’Italia e del suo patrimonio culturale, parallelamente al compimento dell’unità nazionale.

L’originale itinerario registra un particolare sentimento della montagna attraverso opere dedicate principalmente alle Dolomiti, realizzate con linguaggi e stili diversi. Dal realismo e naturalismo di Edward Theodore Compton (1849-1921), Guglielmo Ciardi (1842-1917), Giovanni Salviati (1881-1951) al simbolismo e intimismo di Francesco Sartorelli (1856- 1939), Traiano Chitarin (1864-1935), Teodoro Wolf Ferrari (1878-1945), Carlo Costantino Tagliabue (1880-1960), Millo Bortoluzzi (1905-1995), Marco Davanzo (1872-1955), Giovanni Napoleone Pellis (1888-1962), che sperimentano l’effetto luminoso e cangiante delle cime innevate tra il Veneto e il Friuli.

La selezione di manifesti dei primi decenni del Novecento, provenienti dalla rinomata collezione Salce di Treviso, arricchisce il racconto con la pubblicità degli sport invernali, in particolare grazie ai lavori dell’austro-italiano Franz Lenhart incentrati sulle Dolomiti e Cortina. Quei manifesti colpiscono per il loro taglio modernista, per l’essenzialità decorativa dei paesaggi e la vivacissima gamma cromatica, e a distanza di un secolo sanno raccontarci una montagna giovane, felice e dinamica.

Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Fondazione Cortina 2021, in collaborazione con la sezione del CAI di Conegliano e con la Società Alpina delle Giulie di Trieste, la mostra propone un catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

 

www.mostramontagna.it