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Un omaggio agli scenari alpini nelle sale di Palazzo Sarcinelli

di Eugenia Sciorilli    

 

Può essere raccontata la montagna? Sì, soprattutto attraverso la tavolozza e i pennelli. È quanto intende illustrarci una mostra allestita nelle sale di Palazzo Sarcinelli a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, che resterà aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2020.

Già il titolo, “Il racconto della montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento”, rende chiari gli intenti dei due curatori, Giandomenico Romanelli e Franca Lugato. Accanto alle opere di celebri autori italiani e stranieri che hanno frequentato principalmente le Dolomiti, il percorso espositivo ospita i paesaggi alpini di artisti meno noti. 

In aggiunta ai dipinti, la rassegna presenta una selezione di pubblicistica, cartografia, volumi, stampe, a testimonianza della fortuna e del crescente richiamo che il tema ha assunto nella seconda metà dell’Ottocento. Oltre che importante meta turistica, in linea con una tendenza diffusa in altri paesi europei come la Francia e la Gran Bretagna, la montagna ha rappresentato, infatti, un segno identitario dell’Italia e del suo patrimonio culturale, parallelamente al compimento dell’unità nazionale.

L’originale itinerario registra un particolare sentimento della montagna attraverso opere dedicate principalmente alle Dolomiti, realizzate con linguaggi e stili diversi. Dal realismo e naturalismo di Edward Theodore Compton (1849-1921), Guglielmo Ciardi (1842-1917), Giovanni Salviati (1881-1951) al simbolismo e intimismo di Francesco Sartorelli (1856- 1939), Traiano Chitarin (1864-1935), Teodoro Wolf Ferrari (1878-1945), Carlo Costantino Tagliabue (1880-1960), Millo Bortoluzzi (1905-1995), Marco Davanzo (1872-1955), Giovanni Napoleone Pellis (1888-1962), che sperimentano l’effetto luminoso e cangiante delle cime innevate tra il Veneto e il Friuli.

La selezione di manifesti dei primi decenni del Novecento, provenienti dalla rinomata collezione Salce di Treviso, arricchisce il racconto con la pubblicità degli sport invernali, in particolare grazie ai lavori dell’austro-italiano Franz Lenhart incentrati sulle Dolomiti e Cortina. Quei manifesti colpiscono per il loro taglio modernista, per l’essenzialità decorativa dei paesaggi e la vivacissima gamma cromatica, e a distanza di un secolo sanno raccontarci una montagna giovane, felice e dinamica.

Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Fondazione Cortina 2021, in collaborazione con la sezione del CAI di Conegliano e con la Società Alpina delle Giulie di Trieste, la mostra propone un catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

 

www.mostramontagna.it