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di Luisa Sodano    

 

Montecatini Alto un tempo noto come Castello. (foto Bruga) La biglietteria ottocentesca della funicolare. (foto Bruga) Il vagoncino rosso della funicolare in partenza per Montecatini Alto. (foto Bruga) La facciata neoclassica delle Terme Tettuccio dell'architetto Ugo Giovannozzi. (foto Bruga)

Particolare di una vasca circondata da un colonnato di ispirazione classica. (foto Bruga) La Gallerie della Mescita impreziosita da pannellature policrome di Basilio Cascella. (foto Bruga) Particolare di un pannello in maiolica di Basilio Cascella. (foto Bruga) La Fontana dei Coccodrilli opera dello scultore fiorentino Sirio Tofanari. (foto Bruga) Legno modellato e soffitto in vetro policromo nel Salone Portoghesi, sala convegni e manifestazioni ristrutturata nel 1989 dall'architetto romano Paolo Portoghesi. (foto Bruga)

La statua di Giacomo Puccini, dono dell'artista russo Aidyn Zeinalov. (foto Bruga) Il Salone Centrale del Palazzo Comunale con il ciclo decorativo di Galileo Chini. (foto MO.CA.) Particolare di una sala del Palazzo Comunale. (foto Bruga)

I locali delle Poste oggi adibiti a spazi espositivi del Montecatini Contemporary Art. (foto Bruga) Particolare di una delle vetrate di Galileo Chini al pianoterra del Palazzo Comunale. (foto Bruga)

La grande tela di Pietro Annigoni Vita, realizzata tra 1957 e il 1960. (foto Bruga) Donna avvolta in un volo d'uccello, dipinto di Joan Mirò del 1980. (foto Bruga) Airone in volo, marmo venato del 1994 dello scultore calabrese Silvio Amelio. (foto Bruga)

Gigio e Gigia: così sono affettuosamente chiamati i due vagoni rosso fiammante della funicolare (www.funicolare-montecatini.it) che collega Montecatini Alto con Montecatini Terme, un tempo chiamati rispettivamente Castello e Bagni di Montecatini. Non si direbbe che hanno ormai più di 120 anni! Percorrono infatti i 1077 metri, che separano le due parti dell’amena località toscana, dal 4 giugno 1898, quando la funicolare fu inaugurata. Se volete sperimentare questo particolare percorso fino al borgo antico, considerate che Gigio e Gigia si mettono a riposo dalla fine di ottobre fino a una settimana prima di Pasqua. Forse per questo sono rimasti in attività fino ai giorni nostri! Nonostante non sia più il centro frizzante della “bella gente” di un tempo, Montecatini conserva un fascino tutto particolare, fatto di vintage e relax.

Su tutto colpisce l’impronta della Belle Époque di molti suoi edifici, in particolare quello delle Terme Tettuccio (www.termemontecatini.it) che chiudono con la loro magnificenza la regale passeggiata del Viale Verdi. Risalente addirittura al 1370, quando col nome di Bagno Nuovo il Tettuccio era una semplice sorgente coperta da una tettoia in legno, il complesso che vediamo oggi è frutto dell’intervento dell’architetto fiorentino Ugo Giovannozzi negli anni ’20 del Novecento. Il riferimento alle antiche terme romane è evidente, ma forse ciò che colpisce di più sono i tanti elementi decorativi che si ispirano allo stile liberty: dalla Galleria della Mescita con le mattonelle in maiolica di Basilio Cascella, inno alle qualità delle acque che sgorgano dalle cannelle sottostanti, alla Fontana dei Coccodrilli dello scultore Sirio Tofanari, che arricchì la grande vasca circolare di figure di animali, anch’esse simboliche del potere salvifico delle acque. Gli alberi sono invece l’elemento ispiratore del più recente Salone Portoghesi, caratterizzato dalle linee flessuose dei pilastri lignei che reggono il soffitto in vetro policromo. Immerse in un parco rigenerante, le Terme Tettuccio sono un vero tempio del benessere non solo fisico, ma anche mentale.

Tutta Montecatini è segnata dal suo glorioso passato: sembra quasi di poter incontrare Gioacchino Rossini o Giuseppe Verdi, quest’ultimo assiduo frequentatore della cittadina termale per 18 anni, dal 1882 fino a poco prima della morte. Pare che qui il Maestro ritrovasse la sua vena, tanto da comporre l’Otello e il Falstaff, alimentando un incredibile fermento creativo cui parteciparono tra gli altri Puccini (con il quale ci si può comodamente sedere su una panchina), Mascagni, Leoncavallo … Ma dalla fine dell’Ottocento non furono soltanto i musicisti a essere attirati dalle bellezze naturali, dalle acque e dall’atmosfera glamour di Montecatini: dagli scrittori D’Annunzio e Pirandello ai pittori De Chirico e Magritte, e poi anche il bel mondo segnato più tardi dalle presenze di Ranieri e Grace di Monaco, Audrey Hepburn, Clark Gable, Truman Capote …

Naturalmente, non solo acque e arte, ma anche prelibatezze culinarie si possono trovare nella Montecatini del buon gusto a 360 gradi, che oggi vive le difficoltà dovute alla pandemia. Rimane però una meta da non perdere nel rinato turismo italiano degli italiani, magari solo per visitare un museo che non ci aspetteremmo: il Mo.C.A., cioè il Montecatini Contemporary Art, la galleria civica dedicata all’arte contemporanea allestita nel novecentesco Palazzo Comunale, in suggestivi spazi fino al 2007 destinati alle Poste (www.mocamontecatini.it). Affascinante il contenitore, con le vetrate di Galileo Chini (presente anche nelle Terme Tettuccio), focalizzate sul tema della comunicazione; notevole il contenuto con, tra le altre, le tele di Joan Mirò e Pietro Annigoni. “Scusate se è poco!”.

 

www.montecatini.turismo.toscana.it