Tweet
www.veledicarta.it
A TAvola con lo Chef

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

clicca sulle miniature
per ingrandirle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

Ultimi articoli   

 


 


A contatto con la natura e sfiorando
l’Adriatico, in terra romagnola

 

a cura della Redazione di Travel Carnet    

 

 

Romagna, non solo mare. Anziché le spiagge, vi proponiamo una giornata da dedicare alla scoperta di due magnifiche pinete accessibili a tutti senza alcuna difficoltà, dove la bellezza della natura è la cornice di un ecosistema tanto delicato quanto stupefacente.
La prima pineta, quella di Classe, ha ispirato Dante Alighieri per la descrizione della selva incantevole del Paradiso terrestre, in cui lui e Virgilio entrano nell'ultimo giorno del loro mistico viaggio. In quell’epoca storica, la pineta si estendeva per molti chilometri a sud e a nord di Ravenna.
La seconda è la Pineta di Cervia, compresa nel Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna.
In entrambi i casi, ci s’immerge in un’atmosfera intrisa di profumo di mare, tra sentieri, radure e pini secolari.


Prima tappa - Classe (Ravenna)

Un tratto del Delta del Po, area dichiarata Patrimonio Unesco 1999. (foto Beni Culturali Parco Regionale Delta del Po) Uno scorcio del Parco I Maggio a Ravenna. (foto Comune di Ravenna)

Sentiero interno della Pineta di Classe. (foto Nicola Strocchi/Archivio fotografico Comune di Ravenna) I pini domestici della Pineta di Classe nel tratto del torrente Bevano. (foto Delio Mancini/Comune di Ravenna)

L'oasi protetta di Ortazzino alla foce del torrente Bevano. (foto Ravenna Tourism)

Questo itinerario inizia con l’esplorazione della Pineta di Classe, più precisamente con il percorso alla scoperta delle Querce di Dante. Si parte da Parco I Maggio a Ravenna, a piedi o in bicicletta.
Il percorso ad anello si snoda per circa 4 km, entrando nella pineta da Ponte Botole, riconoscibile già all’orizzonte grazie agli alti pini domestici che si stagliano contro il cielo, distinguibili per la loro particolare forma a ombrello.
All’interno di quest’oasi, a due passi dal Mar Adriatico, non si può non notare un grande querceto: nelle zone asciutte si ritrova il leccio, mentre in quelle umide la farnia. Ed è esattamente a questo polmone verde che Dante si ispirò durante la stesura di alcuni versi della sua Commedia.
L'intera area è caratterizzata da una vegetazione tipicamente mediterranea, punteggiata sia da radure a prati aridi che da bassure allagate interne al bosco con acqua salmastra e dolce.
Le Querce di Dante non sono l’unica area da esplorare all’interno della pineta di Classe: ci si può spingere fino alla Pineta dell'Ortazzino, in prossimità di Lido di Classe, e a quella dell'Ortazzo, che si sviluppa attorno alla foce del Torrente Bevano.
Questi due territori compongono il sito costiero con la più ricca biodiversità di tutto il litorale emiliano-romagnolo, sia vegetale che faunistica. L'intero sito è infatti fondamentale per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici e dei rapaci diurni.

 

Seconda tappa - Cervia

La millenaria e vasta Pineta di Cervia a due passi dalle spiagge di Milano Marittima. (foto Parco Naturale di Cervia) Le attrezzature di Cerviavventura, nove percorsi aerei per tutte le età allestiti all'interno del Parco Naturale. (foto Atlantide/Amaparco/Cerviavventura) Fenicotteri in volo nel Parco Naturale di Cervia. (foto Atlantide/Amaparco)

Un esemplare di pavone nella vecchia fattoria didattica del Parco Naturale di Cervia. (foto Atlantide/Amaparco) Una coppia di degu, roditore originario del Cile ospitato nel Parco Naturale di Cervia. (foto Museo Natura di Cervia) La Casa delle Farfalle, ampio giardino incluso nel parco naturale dedicato alla biodiversità locale. (foto Atlantide/Amaparco)

Panoramica sulle vasche della Salina di Cervia. (foto Parco della Salina di Cervia) Particolare delle vasche per la raccolta di sale marino. (foto PR Delta del Po ER) Il sale dolce cervese, Presidio Slow Food 2004. (foto Museo del Sale di Cervia)

La seconda parte dell’itinerario dedicato alle pinete della Romagna prevede di addentrarsi nella Pineta di Cervia e nella sua fitta rete di sentieri dove poter ammirare un ambiente ancora incontaminato.
Al suo interno, infatti, si trova un percorso naturalistico provvisto di bacheche illustrative che raccontano la storia e le caratteristiche di questo ecosistema fortemente variegato, oltre a due percorsi dedicati al running, con palestre provviste di attrezzature per l’esercizio fisico dedicate agli appassionati di sport all’aria aperta. 
Anche qui, alle zone verdi si alternano radure sabbiose e dune, prati umidi con erbe alte e giunchi e la tipica canna di Ravenna. Un tempo si potevano contare numerosissime specie di fiori, oggi resistono ancora alcune specie di orchidee selvatiche.
In chiusura, una curiosità: come hanno fatto a mettere radici i pini su un suolo in origine così sabbioso e sterile? Non esiste una risposta da poter dare con certezza, ma l’ipotesi più probabile è che siano stati i romani, interessati ad avere quel tipo di legno a disposizione per costruire la flotta navale.

 

https://emiliaromagnaturismo.it