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Una città un libro: Batumi
“Ali and Nino” di Kurban Said (Vintage)

 


 

 

Testo e foto di Bruga   

 

 

Il Medea Hotel realizzato dall'architetto italiano Michele De Lucchi nel 2007 in posizione panoramica sulla città vecchia, sulla baia e sul mare aperto. (foto Bruga) La facciata completamente in vetro del 5 stelle Radisson Blu Hotel, opera di Michele De Lucchi. (foto Bruga) Un tratto del Batumis Bulvari, boulevard disseminato di giardini, fontane e chioschi bar. (foto Bruga)

Le statue in acciaio di Alì e Nino dell'artista georgiana Tamara Kvesitadze situate sul lungomare a  Miracle Park. (foto Bruga) La Torre Tecnologia dell'Università di Batumi con una ruota panoramica al centro dell'edificio. (foto Bruga) La Torre dell'Alfabeto, 130 m di altezza sul lungomare. (foto Bruga) La copia della Fontana del Nettuno del fiammingo Giambologna in piazza Rustaveli. (foto Bruga)

La scena di San Giorgio e il drago in vetro policromo sulla facciata di un palazzo della città vecchia. (foto Bruga) L'orologio astronomico sull'edificio all'angolo di Memed Abashidze Avenue. (foto Bruga) Un mosaico a piccole tessere posto a coronamento di un palazzo del centro storico. (foto Bruga)

Particolare della facciata del Cinema Apollo. (foto Bruga) Stravaganti palazzi in perfetto stile Las Vegas. (foto Bruga)

Un murale circondato da moderni edifici. (foto Bruga) La silhouette notturna del Medea Hotel. (foto Bruga) La scenografica illuminazione della Torre dell'Alfabeto. (foto Bruga) Le mura di cinta della Fortezza romana di Gonio Apsaras sito a pochi chilometri da Batumi. (foto Bruga)

Il monumento sulla presunta tomba di San Mattia all'interno del sito di Gonio Apsaras. (foto Bruga) Ricostruzione di una catapulta al Museo di Gonio Apsaras. (foto Bruga)

La traduzione italiana del romanzo Ali e Nino, Imprimatur Editore 2013.Avevamo lasciato l’architetto ferrarese Michele De Lucchi nella capitale georgiana Tbilisi, dove ha realizzato opere di grande impatto come il Ponte della pace, ma lo ritroviamo fra gli artefici, sempre nell’ultimo decennio, della “scommessa Batumi” (www.micheledelucchi.it). In questa cittadina georgiana sul Mar Nero, De Lucchi ha firmato il Palazzo di giustizia e l’Hotel Medea, contribuendo alla rinascita - nel segno del turismo - di questo porto che fino al 2008 era sede di una base navale russa, nonché capolinea della ferrovia transcaucasica. Da allora, persa la sua identità industriale, strategica e commerciale, Batumi si è reinventata come “Las Vegas del Mar Nero”, sfruttando la vicinanza del confine con la Turchia (una decina di chilometri appena) e il continuo afflusso dei russi, che ne apprezzano il clima mite, il vino e i casinò…

Messa così, sembra un posto da film di Salvatores, un rifugio di personaggi in cerca d’autore, e in parte lo è. Ma nel mondo di “prima della pandemia”, la scommessa stava riuscendo, e non è detto che la città non possa ripartire, anche grazie al sostanziale “negazionismo” dei due governanti dai quali dipende il flusso turistico, Putin ed Erdogan. 

Las Vegas, dunque. E perché mai? Perché a Batumi sono nati in pochi anni decine di hotel di lusso, spesso in forma di grattacielo, e sono state create o rimodernate opere pubbliche di grande impatto, come il Bulvari, la grande passeggiata che porta al mare e si chiude con la iconica scultura di Ali e Nino, degli artisti georgiani Tamara Kvesitadze e Paata Sanaia. Le due statue in acciaio, alte otto metri ciascuna, si muovono costantemente fino a incontrarsi, anzi sfiorarsi per un attimo, come nel racconto del loro amore di inizio Novecento, reso impossibile dal fatto che l’uno era un musulmano azero e l’altra una cristiana georgiana. Questi Romeo e Giulietta del Mar Nero sono stati immortalati nel romanzo di un anonimo noto come Kurban Said (che in italiano si trova solo sotto forma di audiolibro), e in questa fotogenica scultura in movimento, che si offre in mille pose agli obiettivi di migliaia di turisti.

Per il resto, troverete tanti edifici svettanti, come la Torre Tecnologica, quella dell’Orologio o quella dell’Alfabeto, la ruota panoramica, qualche stravaganza in stile Las Vegas mista ad eleganti edifici di inizio Novecento, in piazze molto curate e pulite come quella dedicata al poeta medievale Rustaveli, al cui centro spicca una copia della fontana del Nettuno di Giambologna, o quella della Libertà con la statua di Medea col Vello d’oro (la Colchide, luogo legato al mito di Giasone e degli Argonauti, corrisponde alla regione di Batumi, oggi nota come Agiaria). 

A una decina di chilometri da Batumi, poi, si trova un sito archeologico con relativo piccolo museo, che merita assolutamente una visita. Si tratta della fortezza preromana di Gonio-Apsaros, alla foce del fiume Chorokhi. La fortezza conserva una cinta muraria di quasi un chilometro con 18 torri, all’interno della quale si sviluppò per secoli una cittadina romana, poi bizantina, ottomana e infine russa, prima di entrare come tutta la Georgia nell’URSS, dalla quale è uscita alla fine del 1991. Secondo alcune fonti, nel sito si troverebbe la tomba dell’apostolo e santo Mattia (www.ajaraheritage.ge). 



www.visitgeorgia.ge