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di Eugenia Sciorilli  

 

Josef Maria Auchentaller, Vaso in vetro e argento – 1898-1900. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata) Josef Maria Auchentaller, Grande parata e Festa di primavera – 1899. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata) Josef Maria Auchentaller, Fibbia in argento dorato e smalto – 1899-1900. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata) Josef Maria Auchentaller, Fibbia in argento dorato e smalto verde – 1899-1900. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata) Josef Maria Auchentaller, Secession VII– 1900. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata)

Koloman Moser, Secession V – 1899. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Museo Nazionale del Manifesto Collezione Salce) Koloman Moser, Secession XIII – 1902. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Museo Nazionale del Manifesto Collezione Salce) Else Unger, Progetto per stoffa – 1900. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Archiv Backhausen) Otto Prutscher, Progetto per stoffa – 1905. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Archiv Backhausen) Josef Hoffmann, Spilla in ottone e smalto – prima del 1910. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Sammlung Ratz-Coradazzi)

Carl Otto Czeschka, I Nibelunghi – 1908. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione Arnaldo Loner) Anton Hofer, Progetto per cuscino – 1910-1912 circa. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione privata) Anonimo, Pendente in argento e madreperla – 1910-1915 circa. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Sammlung Ratz-Coradazzi) Scuola di Cizek, Natale – 1922. (foto Palazzo Attems Petzenstein/Collezione Arnaldo Loner)

Lo straordinario periodo artistico della Secessione viennese non è passato alla storia soltanto per la pittura e l’architettura, ma anche per la grafica e il design. Proprio a questi ultimi è dedicata la mostra inaugurata lo scorso 10 ottobre nelle sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia e organizzata dall’Erpac Fvg - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il percorso espositivo è stato intitolato “Vienna 1900. Grafica e design” e sarà aperto al pubblico fino al 17 gennaio 2021. A cura di Roberto Festi, Chiara Galbusera e Raffaella Sgubin, la mostra ospita tra l’altro una splendida serie di opere grafiche originali (e i relativi fascicoli di stampa) realizzate per Ver Sacrum, organo ufficiale della Secessione viennese (fondato nel gennaio 1898 da Gustav Klimt e Max Kurzweil). L'eccellente qualità grafica e concettuale della rivista la colloca tra le opere a stampa di assoluta innovazione tra Ottocento e Novecento, e gli originali esposti a Gorizia evidenziano la raffinata esecuzione di queste opere grafiche.

Nella mostra trovano grande spicco 12 manifesti realizzati per pubblicizzare le  23  mostre della Secessione organizzate tra il 1898 e il 1905. Firmati da artisti come Ferdinand Andri, Josef Maria Auchentaller, Adolf Böhm, Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfred Roller e Leopold Stolba, questi esempi altamente emblematici del gusto viennese dell’epoca mostrano una grafica fortemente innovativa, con chiari riferimenti all'arte giapponese. Non a caso sono esposte due xilografie di Katsushika Hokusai (1760-1849), da cui si possono cogliere i princìpi di essenzialità e astrazione che si imposero come linee guida della grafica viennese.

>Ampio risalto viene anche dato all’arte tessile della Wiener Moderne, che pervase la moda e l’arredamento. Fu uno dei settori più produttivi e vide in prima linea la ditta J. Backhausen & Söhne di Vienna, dal cui archivio provengono le numerose opere presentate in questa sezione della mostra. Backhausen ebbe il merito di coinvolgere tra l’800 e il ‘900 i maggiori designer viennesi, quasi tutti legati al movimento secessionista e in seguito alla Wiener Werkstätte. Le opere di Josef Maria Auchentaller (del quale è conservata quasi tutta la produzione) ma anche di Else Unger, Josef Hoffmann, Koloman Moser, Ludwig Heinrich Jungnickel e Otto Prutscher mostrano un’evoluzione estetica di grande valore formale, in cui spiccano le trame floreali e quelle geometriche. Stoffe, tappeti, tessuti per arredi o rivestimenti diventano un tassello decisivo per raggiungere l'obiettivo del Gesamtkunstwerk, l'opera d'arte totale.

Uno dei protagonisti della mostra, Josef Maria Auchentaller, viene proposto anche nella veste di designer ufficiale della Georg Adam Scheid, manifattura viennese che vantava mercati internazionali e la cui produzione, principalmente basata sulla lavorazione di argento e smalti, spaziava da pezzi unici a gioielli e bijoux, sino a svariati oggetti d'uso, e che ancora oggi sorprende per la sua originalità e persino modernità.

Quasi a suggellare il concetto di “opera d'arte totale”, è stato scelto un disegno di Klimt, prestato dal Leopold Museum di Vienna, per chiudere l'esposizione. Si tratta di uno studio per la ballerina del fregio Attesa (1907-1908), destinato al Palazzo Stoclet di Bruxelles, dove l'artista lavorò in sodalizio con Josef Hoffmann e con  altri artisti della Wiener Werkstätte. Un’irripetibile esperienza che rappresenta la summa dei princìpi che ispirarono le arti viennesi agli albori del ventesimo secolo.



www.musei.regione.fvg.it